Il Tirreno

Prato

La confessione di Fiengo invece resse

PRATO. La storia del duplice omicidio di Antonella Bruni e Antonio Esposito ricorda da vicino un altro duplice omicidio, quello dei clochard Marco Mignani e Giovana Montauti, i cui corpi massacrati a...

1 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La storia del duplice omicidio di Antonella Bruni e Antonio Esposito ricorda da vicino un altro duplice omicidio, quello dei clochard Marco Mignani e Giovana Montauti, i cui corpi massacrati a bastonate furono trovati la mattina del 20 settembre 2002 nei giardini di via Colombo e in quelli di via Curtatone. Anche in quel caso gli investigatori si scervellarono per capire chi potesse avercela con loro, e soprattutto perché. Nonostante un enorme sforzo investigativo non si arrivò a nulla: l’assassino non aveva lasciato tracce utili.

Fino a quando, nel giugno del 2005, un altro clochard, Mario Fiengo, varcò l’ingresso della Questura di Arezzo con una Bibbia in mano e confessò di averli ammazzati lui, Mignani e Montauti. Disse di non sopportare più il peso di quello che aveva fatto e accompagnò gli inquirenti a trovare i riscontri del suo racconto. E’ stato poi condannato a 14 anni e otto mesi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa