Attenzione
«Troppi scippi? Colpa anche dei cinesi»
L’assessore Milone ripropone la sua spiegazione e nega che Prato, quanto a sicurezza, sia peggio delle città del Sud
PRATO. Ci ha pensato un paio di giorni, l’assessore Milone, e poi ha deciso di dire la sua sulla questione sicurezza, o meglio sulle statistiche del crimine, che confermano Prato al settimo posto in Italia per numero di reati in base alla popolazione residente, con punte di eccellenza negativa per quanto riguarda scippi e rapine.
Se la prende un po’ con tutti, l’assessore alla Sicurezza urbana. Col Sole 24 Ore che ha pubblicato lo studio, coi cinesi che «vanno in giro con troppi soldi in tasca», con chi si oppone a un Centro di identificazione ed espulsione (articolo a lato), col presidente della Circoscrizione Ovest, Giovanni Mosca, definito un ipocrita (vedi articolo sotto).
«Innanzitutto bisogna premettere un elemento importante - dice Milone - Si parla di reati denunciati. Già questo elemento fa comprendere che a Prato c'è un alto senso civico da parte dei cittadini che, giustamente, denunciano qualsiasi tipo di reato, diversamente da quanto capita ai cittadini del Sud (Napoli, Catania, Palermo, Reggio Calabria), che quando sono vittime di reati spesso vengono minacciati di ritorsioni in caso di denuncia. Un altro dato che emerge, sempre per i reati in generale, è la classifica delle 15 province che hanno avuto un incremento a due cifre dei reati. Prato non rientra tra queste, mentre figurano Livorno, Pisa e Lucca per limitarci alle sole province toscane e tanto per dare un dato statistico».
Poi c’è la questione spinosa degli scippi, per i quali l’assessore - non è la prima volta - tira in ballo i cinesi. «Purtroppo, e non ho paura di essere smentito - attacca Milone - il 90% dei 176 scippi (nel 2011, ndr) sono stati a danno di cittadini cinesi che, più volte, sono stati invitati dal prefetto e dal questore a non portare grosse cifre ma di usare cartamoneta come la maggior parte dei cittadini pratesi. Perchè questo consiglio non è stato e tuttora non viene recepito? Perchè continuano ad andare in giro con grosse somme di denaro? Per ora preferisco solo pormi questa domanda e non aggiungere altro».
In realtà quello dei cinesi che vanno in giro con migliaia di euro in tasca sta diventando un luogo comune. Un tempo era sicuramente così. Ora, stando ai resoconti delle forze dell’ordine, accade molto meno di frequente.
Ma il vero motivo che rende brutta la classifica dei reati per Prato, secondo Milone, ha sempre a che fare coi cinesi.
«Un altro elemento che incide fortemente su questa classifica sono i controlli del Gruppo interforze - spiega l’assessore - Forse si dimentica che in ogni controllo viene quasi sempre denunciato il titolare dell'azienda per sfruttamento della manodopera clandestina e gli stessi irregolari che vengono trovati a lavorare, spesso già colpiti da un provvedimento di espulsione. Pensate che nel 2011 sono state controllate quasi 350 aziende e dire che sono state fatte nell'insieme circa 1.000 denunce per reati vari non è un eresia. Basta chiedere alle forze di polizia. Tutta questa attività incide notevolmente su questa classifica. Allora pongo una domanda: i pratesi preferiscono la sospensione dell'attività di contrasto all'illegalità o tener conto della classifica del Sole 24 Ore? Se si fermasse quest'attività Prato si collocherebbe come minimo a metà classifica, ma io credo che ai pratesi interessi più la lotta all'illegalità che la classifica stessa. Per non parlare dei tanti clandestini di altre etnie che vengono quasi quotidianamente denunciati dalle forze di polizia. Anche in questo caso per avere una posizione migliore in classifica, sarebbe sufficiente che gli organi di polizia non li denunciassero o arrestassero. Desidererebbero questo i pratesi? Io preferisco evidenziare anche l'altra faccia della medaglia per rendere giustizia a tutte le forze di polizia, compreso la Municipale, che operano sul territorio». (p.n.)
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