Il Tirreno

Prato

Siccità, per viti e olivi situazione drammatica

di Alessandro Pattume
Siccità, per viti e olivi situazione drammatica

Le aziende agricole di Montemurlo lanciano l’allarme: raccolti già in gran parte compromessi. C’è chi chiede un bacino di acqua piovana da cui poter attingere

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MONTEMURLO. «L'anno scorso la grandine, quest'anno il caldo. Le olive che cadono di già e l'uva appassita: la situazione è drammatica». Così spiega la situazione Saverio Stoppioni dell'azienda agricola “Rapaccio” di Iavello.

La grande siccità rischia anche quest'anno di compromettere gran parte dei raccolti. A Montemurlo, tra chi attende la pioggia come manna c'è anche l'azienda agricola San Giorgio di via Baronese, dalla quale confessano che «le olive sono rinsecchite, sono solo nocciolo, ed essendo l'unica nostra fonte di sostentamento siamo molto preoccupati. La speranza – aggiungono – E' davvero che sabato piova come dicono tutti. Non basta però un temporale per migliorare la situazione. Se dopo tornerà il caldo sarà ancora peggio».

Roberto Mechi invece, dell'omonima azienda di via Borgoforte, spiega che «sono soprattutto le piante giovani di olivo ad aver subito la siccità. Quelle più vecchie molto meno, ma siamo al limite. L'uva invece ogni giorno si prosciuga diminuendo sempre più – aggiunge - e anche se migliorerà in qualità, la quantità sembra destinata a ridursi all'osso». «Sono le piante la mia maggiore preoccupazione – aggiunge Stoppioni – Hanno resistito alla siccità le piante più vecchie, quelle per intendersi che nemmeno il gelo del 1985 riuscì ad ammazzare. Le altre però hanno le foglie accartocciate come dopo averle tagliate».

Alcune altre aziende agricole di Montemurlo, come per esempio quella del marchese Pancrazi, non hanno invece di questi problemi, visto che le loro vigne e i loro oliveti sono serviti da potenti sistemi d'irrigazione. Chiaramente, è una questione di mezzi e di disponibilità. Ancora Stoppioni spiega che l'ostacolo è quasi insormontabile. «In un periodo come questo le piante andrebbero annaffiate spesso, ogni volta che cominciano a cedere al calore. E' impossibile farlo senza un impianto di irrigazione vero e propripo ma farne uno per 1500 ulivi non solo significa avere a disposizione una quantità incredibile d'acqua ma rappresenta una spesa che in pochi possono permettersi». E poi lancia l'idea: quella di un bacino al servizio delle aziende agricole montemurlesi che non possono permettersi il proprio personale impianto. «Potrebbe essere l'idea giusta, anche se non so come la pensano i miei colleghi – spiega - Un bacino per l'acqua piovana da cui poi attingere nei momenti di siccità come quello che stiamo vivendo. Un progetto che coinvolga naturalmente anche il Comune e le province di Prato e di Pistoia. Bisognerebbe provare – conclude - Porterebbe giovamento a tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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