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L’Idv boccia il piano strutturale «E’ vecchio»

PRATO. «Il piano strutturale pratese va rivisto e concertato». Così interviene l'Italia dei Valori nel dibattito che si sta sviluppando sull'argomento, presentando le proprie osservazioni al piano...

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PRATO. «Il piano strutturale pratese va rivisto e concertato». Così interviene l'Italia dei Valori nel dibattito che si sta sviluppando sull'argomento, presentando le proprie osservazioni al piano strutturale. «Siamo in presenza di un piano vecchio, cominciato nel 2006, quando le attuali crisi non c’erano - continua la nota dell'IdV pratese - un piano che sogna e si illude su una forte crescita dell’economia e rinascita del tessile e che di fatto ignora che ci saranno sempre meno disponibilità economiche e che invece occorre scoprire solidarietà e comunità».

«Occorre premettere - sostiene l’Idv - che le condotte che una buona politica dovrà assumere dovrebbero indirizzare gli amministratori ad una particolare attenzione ai bisogni primari della popolazione, come quelli alimentari, con la creazione di una agricoltura di prossimità; come quelli climatici, con la realizzazione di un piano emergenziale di riqualificazione energetica e sostenibile del patrimonio edilizio pubblico e privato esistente; come quelli di sostentamento economico, con l’incentivazione di attività artigianali attente al recupero, al riciclo ed al riuso; come quelli di abitazione, realizzando edilizia sociale senza nuova edificazione che cementifica suolo agricolo, ma utilizzando l’enorme stock di invenduto (di cui noi dell’IdV chiediamo alle autorità di fornire i relativi dati)».

«La bicicletta deve diventare anche a Prato un mezzo di trasporto, superando la sua tradizionale utilizzazione sportiva e di svago. Anche questo comporterebbe un cambiamento importante nelle abitudini dei cittadini ma necessarie per l’ambiente, la salute e l’economia delle famiglie».

«La realizzazione del nuovo ospedale, e la disponibilità pubblica dell’area e degli edifici del vecchio, metterà a disposizione della città un nuovo e più facile accesso al centro storico anche in considerazione dell’ampio parcheggio disponibile».

Occorre seriamente discutere su quest’area che dovrà essere recuperata alla città. La sua utilizzazione potrà essere considerata in virtù del mantenimento di strutture edilizie, se finalizzate alla realizzazione di una cittadella universitaria o all’ipotizzato polo oncologico, in ultimo come “parco” ma date le attuali problematiche economiche in cui versa la città, le prime due ipotesi appaiono essere più realistiche e più produttive».

«Per la zona del Soccorso - conclude l’Idv - occorre valutare seriamente l’ipotesi di superare l’attuale empasse tra sovrappasso e tunnel, proponendo ai residenti la realizzazione di una viabilità locale di superficie integrata con quella esistente e migliorata da un’ampia superficie a verde piantumata».

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