Sicurezza
«Momento difficile Mettiamo in campo anche i motociclisti»
PRATO. «No, non me la sento di parlare di Prato come di una città sicura, ma vi posso dire che noi ce la stiamo mettendo tutta, e otteniamo buoni risultati. D’altra parte la gente deve capire che non...
PRATO. «No, non me la sento di parlare di Prato come di una città sicura, ma vi posso dire che noi ce la stiamo mettendo tutta, e otteniamo buoni risultati. D’altra parte la gente deve capire che non viviamo più in un mondo di frutta candita e bisogna stare più attenti».
Il questore Filippo Cerulo non si nasconde dietro a un dito di fronte alle cifre sui reati che anche quest’anno inchiodano Prato al settimo posto in Italia. Scorre i numeri e trova conferma di quello che ogni giorno passa sulla sua scrivania, ma non si abbatte, perché è convinto di aver messo in campo il massimo dell’impegno. «Guardiamo anche agli arresti eseguiti - avverte - La squadra mobile, le volanti, la Digos: tutti hanno ottenuto ottimi risultati negli ultimi mesi. Noi crediamo molto nella prevenzione e per questo andiamo anche nelle scuole».
Sì, ma il problema adesso sono scippi e rapine.
«Lo sappiamo bene. E pensiamo di rimettere in campo le pattuglie di motociclisti, che sono efficaci per questo tipo di reati».
Sono efficaci anche le pattuglie miste con l’esercito?
«Chiunque faccia il controllo del territorio, per me va bene, anche se la nostra “arma segreta” sono le volanti (sorride, ndr)».
La grande presenza di immigrati ha qualche rapporto con l’aumento dei reati?
«I reati per me non vengono commessi da italiani o extracomunitari, ma da gente che delinque, non guardo al colore della pelle. Quanto alle rapine, da tempo vado raccomandando ai cinesi di non andare in giro con tanti soldi in tasca, altrimenti diventano dei bancomat ambulanti (il dirigente della Digos, Roberto Garbagna, aggiunge che il fatto che tanti cinesi siano vittime di rapine per questo motivo può spiegare anche il boom di questo reato in provincia, ndr)».
Quest’anno c’è stato anche un grande aumento di furti con strappo di catenine. Come si spiega?
«Mi limito a dire che le collanine sono di facile smercio, per fortuna non ci sono stati episodi particolarmente cruenti, ma stiamo affrontando anche questo problema».
Che cosa la preoccupa in particolare in questo periodo?
«Vedo che nei supermercati non si ruba più il superfluo, si rubano quasi sempre generi alimentari. E’ una cosa su cui bisognerebbe riflettere. I pensionati devono sopravvivere e il momento è difficile».
L’organico della Questura secondo lei è sufficiente?
«L’organico va bene. Noi siamo abituati a fare con quello che abbiamo a disposizione. Se poi vorranno mandare rinforzi, saranno ovviamente ben accetti».
Il riordino delle province ha fatto temere che la Questura di Prato potrebbe tornare a essere un commissariato. C’è questo rischio?
«Direi proprio di no. Siamo una Questura di terza fascia e così resteremo». (p.n.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
