La manifestazione
Festa del cocomero? No, grazie
Nel sondaggio del Tirreno ha prevalso chi ritiene sia il caso di abolirla
PRATO. Festa del cocomero sì, festa del cocomero no. Il grande afflusso dei cinesi in piazza del Comune il giorno del Ferragosto ha riproposto uno dei grandi dilemmi degli ultimi anni. In questi giorni abbiamo proposto sul sito internet del Tirreno un sondaggio per capire che cosa ne pensassero i lettori. Tre le opzioni proposte: è giusto continuare a fare la festa del cocomero in piazza, meglio abolirla, non ha più seguito fra gli italiani, è la festa di tutti, italiani e stranieri, non ha senso abolirla. Dalle 14 del 17 agosto scorso alle 18 di ieri hanno risposto al nostro sondaggio 168 lettori. La maggioranza (58%) si è detta favorevole per l’abolizione, il 35% ha invece suggerito di mantenerla perché festa di tutti, l’8% ritiene giusto continuare a farla così come oggi.
A fare orientare la bilancia sull’abolizione, senza ipocrisie, ha certamente influito la massiccia presenza di cittadini orientali. Una presenza che, a detta di molti pratesi, viene considerata poco in linea con una festa che dovrebbe essere rivolta soltanto ai “veri” cittadini pratesi. A pesare sul pollice verso la festa potrebbe anche pesare la scarsa attrazione che può avere una ricorrenza che vive soltanto sul taglio e sulla distribuzione di fette di cocomero. E con queste giornate di caldo torrido il cocomero c’è chi preferisce, semmai, mangiarselo a casa. E forse se la festa fosse accompagnata anche da qualcos’altro (musica, giochi, spettacoli), senza entrare nel merito dei negozi aperti (come è accaduto ai Gigli), il desiderio di partecipare potrebbe aumentare.
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