Il Tirreno

Prato

Cenni: «Nuovo accordo sull’ospedale»

di Cristina Orsini
Cenni: «Nuovo accordo sull’ospedale»

La Regione presenta la bozza di un protocollo d’intesa. Beltrame: l’urbanistica non può risolvere problemi economici

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PRATO. «Il problema vero è che la Regione su quell’area vuole ricavare 43milioni di euro. Mi pare proprio molto difficile». Il sindaco Roberto Cenni conferma la trattativa con Regione e Asl sulla destinazione dell’area del Misericordia e Dolce - «Una volta a una riunione ho partecipato anche io» - ma nega che si sia mai raggiunto un accordo.

Ed è così che l’allegato alle osservazioni della Regione sul Piano strutturale del Comune di Prato, nel quale si afferma che l’accordo di massima c’è, anche da parte del Comune, e che al posto degli edifici sanitari moderni nasceranno 18mila metri quadrati di residenziale (circa 200 appartamenti di 90 metri quadrati l’uno) e 5mila di terziario, diventa un piccolo giallo. Se il né sindaco né assessore all’urbanistica del Comune di Prato hanno dato l’ok a quel particolare cambio di destinazione d’uso, chi è stato? Tanto più che la Regione ha già compiuto il passo successivo: è pronta la bozza di un protocollo d’intesa, ovviamente condiviso, se non ancora firmato, da Comune, Provincia e Asl, dentro il quale compaiono le stesse destinazioni d’uso e le stesse quantità contenute nella relazione allegata alle osservazioni. Il protocollo d’intesa sarà la base sulla quale “scrivere” il nuovo accordo di programma - un vero e proprio contratto - che sostituirà quello, oggi scaduto, del 2005 e nel quale il Comune di Prato si impegnava ad acquistare l’area ospedaliera in cinque anni per 43 milioni di euro. Operazione bloccata dalla giunta Cenni: «Mi chiedo ancora - commenta il sindaco - dove si sarebbero potuti trovare i soldi». Cenni, come d’altronde Riccardo Mazzoni, il leader del partito di maggioranza che lo sostiene, rilancia il progetto dell’istituto di ricerca e cura del tumori come «migliore soluzione - dice Cenni - per il futuro del Misericordia e Dolce. Spero - continua il sindaco - di incontrare, così come è stato fissato, il presidente della Regione Rossi entro la fine del mese». Per una missione che pare ad alto rischio: «Il nostro obiettivo - aggiunge Cenni - è riuscire a recuperare il tempo necessario per un nuovo accordo: bisogna che la Regione faccia una riflessione sulle destinazioni d’uso che ha indicato sull’area e un’altra, parallela, che coinvolge anche il Comune, su come poter trovare soluzioni alternative per rientrare di almeno una parte di soldi».

Il fatto è che i tempi stringono. La legge regionale sulla valorizzazione delle aree sanitarie detta tempi ravvicinati per la presentazione e la condivisione di progetti, scaduti i termini ecco arrivare il commissario. E per Prato manca poco. «Che la Regione ci commissari pure - conclude Cenni - se ne prenderà la responsabilità».

Un’eventualità rischiosissima secondo l’assessore al Territorio della Provincia Alessio Beltrame. «A fronte di una legge che stabilisce che se il Comune non fa un progetto c’è il commissariamento, non intervenire significa abdicare al ruolo di ente che ha l’obbligo di governare il territorio». Per Beltrame «se esiste, ed è oggettivo, il problema di risarcire la Regione che il nuovo ospedale lo sta costruendo» resta però aperta la questione del come. «Quello che non concepisco - continua - e come si possa ipotizzare di risolvere una questione esclusivamente economica usando la pianificazione urbanistica. Prima - conclude - si cerca di individuare gli obiettivi della riqualificazione necessari al territorio, poi con un progetto complessivo si cercano anche le soluzioni economiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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