Proteste
Boom di scippi e rapine Prato nella scia di Napoli
I numeri elaborati dal Sole 24 Ore confermano una situazione molto pesante I reati sono aumentati del 9,1% ma quelli predatòri crescono più della media
PRATO. Eravamo settimi l’anno scorso e settimi siamo quest’anno, ma non è una buona notizia. Settimi su 103 province per numero di asili nido sarebbe una cosa di cui vantarsi. In questo caso stiamo invece parlando del numero di reati in rapporto alla popolazione residente.
L’annuale classifica del Sole 24 Ore, diffusa ieri, fotografa una situazione che, per i sette comuni della provincia di Prato, resta molto pesante: 15.096 reati denunciati nel 2011, vale a dire 6.044 ogni 100.000 abitanti. La peggiore provincia toscana, la città più piccola dopo le metropoli, con la vistosa eccezione di Rimini, che però si spiega con l’invasione dei turisti sulla riviera (e dei reati che si concentrano in estate). Qui invece di turisti se ne vedono pochi, si vedono tanti stranieri, che spiegano in parte perché Prato venga prima di Napoli, Catania e Palermo nella classifica dei reati. Stranieri spesso vittima di scippi e rapine, stranieri spesso autori degli stessi reati. Uno stillicidio di scippi e rapine (queste le “specialità” pratesi, ormai da tempo) che magari non suscitano tutto l’allarme sociale che ci si potrebbe aspettare di fronte a questi numeri perché, appunto, spesso autori e vittime fanno parte della grande comunità di immigrati, molto più silenziosa degli italiani quando viene colpita.
Rapine e scippi, si diceva. Il 2011 non è stato solo l’anno record degli 8 omicidi (se fosse disponibile il dato comparato, saremmo tra i primi), è stato soprattutto un anno costellato di 364 rapine (145 ogni 100.000 abitanti, in aumento del 52,3% rispetto a un aumento nazionale del 20,1%) che collocano Prato al secondo posto in Italia dopo la sola Napoli, e di 179 scippi (in aumento del 30,7% rispetto al dato nazionale del 24%) che regalano invece il quarto posto dietro a Catania, Napoli e Rimini.
Complessivamente i reati sono aumentati del 9,1% (quasi il doppio che nel resto del paese) e anche per quanto riguarda la tipologia che desta più allarme sociale, cioè i furti nelle abitazioni, non ci facciamo mancare niente: sono stati 1.155, vale a dire 462 ogni 100.000 abitanti, in aumento del 7,8% (rispetto a un aumento su scala nazionale del 21,1%).
E’ una situazione poco incoraggiante, che non potrà certo migliorare se non migliorerà la situazione economica complessiva. Molti di coloro che hanno resistito alla tentazione di commettere reati pur vivendo in situazioni di estrema povertà, con l’andare del tempo e senza la garanzia di portare a casa la pagnotta, saranno sempre più tentati di compiere reati. Magari non si improvviseranno rapinatori, ma proveranno a superare le casse dei supermercati senza pagare. Succede già quasi ogni giorno. (p.n.)
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