Il Tirreno

Prato

Al capezzale del Lungobisenzio

di Giovanni Ciattini
Al capezzale del Lungobisenzio

Il Comune spinge il Prato a lavorare all’ipotesi di un nuovo stadio, intanto vanno avanti gli interventi-tampone

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PRATO. Interventi-tampone o nuovo stadio? Il dilemma che ormai da anni sta accompagnando le varie amministrazioni che si succedono alla guida del Comune di Prato si farà sempre più urgente. Una data ultima è già scritta sul calendario della giunta Cenni: 31 dicembre 2013. E’ quello infatti il termine ultimo per l’agibilità della staticità delle strutture del Lungobisenzio. Dopo 30 anni occorrerà di nuovo capire se le tribune sono completamente a norma o no. Ma per saperlo l’amministrazione comunale dovrà muoversi con largo anticipo per non ritrovarsi, come è accaduto di recente, col veto della commissione provinciale di vigilanza allo svolgimento delle partite del Prato o di altre manifestazioni sportive. Se troveranno conferma le perplessità dei tecnici comunali circa la possibilità di ottenere il rinnovo del collaudo generale delle strutture (anche in relazione agli «eventuali costi di consolidamento»), l’unica strada che ci si troverà di fronte sarebbe quella della completa demolizione e rifacimento di molte tribune.

Un investimento considerevole per un impianto sportivo che ormai, per un insieme di ragioni, viene considerato inadeguato. Sarà il caso di farlo o sarà meglio immaginare la costruzione di un nuovo stadio?

E’ chiaro, e questo accade anche nelle città che ospitano squadre che militano in serie A, che le amministrazioni comunali non hanno risorse sufficienti, ora più che mai, da destinare alla costruzione di nuovi stadi e il ricorso al privato è una strada obbligata.

«Credo che sia giunto il momento, anche per la società del Prato - spiega l’assessore allo Sport Matteo Grazzini - ipotizzare di poter disporre di una struttura propria sulla scia di quello che ha già fatto la Juventus. Occorre che il Prato, insieme al Comune, si sieda ad un tavolo per verificare questa ipotesi. Magari anche attraverso la partecipazione di altri investitori. E’ chiaro che occorrerà prevedere, a corredo dello stadio, anche altre destinazioni che possano consentire agli investitori privati di poter contare su incassi maggiori rispetto a quelli delle semplice manifestazioni sportive». Da qui anche la scelta di rinnovare l’affidamento della gestione dello stadio al Prato soltanto per un periodo di due mesi, in attesa sia dell’agibilità e sia di «nuove strategie per dotare la città di un nuovo e moderno stadio».

Il fatto è che, tra un intervento tampone e l’altro, dal 2003 ad oggi il Comune ha già speso un milione e 900mila euro. Soltanto nei tre anni della giunta Cenni sono stati investiti 600mila euro. Una spesa di 260mila euro, stando alle ultime decisioni prese, riguarda gli interventi resesi indispensabili per ottenere l’agibilità di pubblico spettacolo. In questi giorni, ad esempio, sono in corso i lavori per la messa norma dell’impianto di illuminazione del campo di gioco per il raggiungimento di 500 lux (importo complessivo 140mila euro). I lavori devono obbligatoriamente essere conclusi entro il 31 agosto.

Ma per perfezionare la concessione dell’agibilità per il campionato di calcio 2012-2013 occorrerà a settembre aver verificato il trattamento ignifugo a cui sono state sottoposte le sedute della tribuna ospiti, aver adeguato e riorganizzato gli spogliatoi secondo le richieste dell’Asl e chiuso il percorso scalo/ferroviario tifoseria ospite come richiesto, per motivi di ordine pubblico, dalla questura. E sempre per motivi di sicurezza occorrerà migliorare l’illuminazione pubblica di via Firenze.

A rendere ancora più impellenti gli interventi per la messa in sicurezza dello stadio Lungobisenzio anche la composizione del girone del Prato nel quale figurano Perugia, Lecce (?), Pisa e Viareggio, avversarie che si presume possano portare allo stadio centinaia di tifosi.

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