Finanza
Case al posto dell’ospedale fuoco di sbarramento Pd
Ciuoffo, Carlesi e Mosca contro il progetto-Rossi: «No a una pianificazione che ha come fulcro il tornaconto economico». Mazzoni: «L’accordo non esiste»
PRATO. En plein di bocciature. Critiche bipartisan, da destra e sinistra, alla relazione contenuta nelle osservazione della Regione al Piano strutturale del Comune che traccia il futuro dell’area del Misericordia e Dolce: 200 appartamenti e una quota di terziario (il resto, non si sa quanto, di verde) per rientrare di quei 43 milioni prima promessi dalla giunta Romagnoli (che in cinque anni avrebbe comprato il terreno dell’Asl), poi negati dalla giunta Cenni e che servono all’investimento del nuovo ospedale di Galciana. Che il centrodestra attacchi giunta regionale e presidente Rossi non stupisce. La novità riguarda il fuoco di sbarramento alzato dal Partito democratico.
A partire da Stefano Ciuoffo, ex assessore all’Urbanistica che non le manda a dire. «Chi ha steso la relazione - attacca - dice un sacco di sciocchezze. A iniziare dalla validità dell’accordo sottoscritto nel 2005 e già ampiamente decaduto sulla base delle clausole dell’accordo stesso. Noto poi - continua - che nella relazione del settore urbanistico della Regione, dell’accordo sull’area ospedaliera non si fa cenno. Se ne parla invece in un allegato della direzione del Diritto alla salute. Che me lo dicano gli urbanisti che il territorio di Prato deve pagare il conto economico di un’operazione che con la sostenibilità ambientale non ha nulla a che vedere. E’ impensabile - continua - che una porzione così importante di territorio sia interessata da una pianificazione che ha come fulcro solo il tornaconto economico. E’ un’impostazione - conclude Ciuoffo - che non accettiamo da nessuno e nemmeno dalla Regione».
Altrettanto determinato a dire un “no” secco all’idea di abbattere il Misericordia e Dolce per riedificare palazzi con 200 appartamenti è il capogruppo Pd in consiglio comunale Massimo Carlesi. «Quell’area - spiega - è va riqualificata nella sua interezza, prendendo in considerazione l’area ospedaliera ma anche ciò che c’è intorno: Macelli, piazzale Ebensee, l’ex Lucchesi, altrimenti si rischia di produrre una nuova colata di cemento dentro le mura. Se si va alla ricerca solo della parte economica - continua - si fa del male alla città». Per Carlesi, però, la responsabilità «sta anche - continua - nell’incapacità della giunta Cenni di presentare progetti concreti e condivisibili alla Regione». E non solo: «In tutti questi mesi - conclude - abbiamo sollecitato un approfondimento legato all’area del ospedale e ad altri quattro temi e tutto è stato liquidato in pochi minuti nella commissione che ha poi votato il piano. Mentre su altri tavoli si prendevano decisioni diverse e senza comunicarle». Di «città sommersa dal cemento» parla il presidente della circoscrizione Ovest Giovanni Mosca. «La città - scrive in una nota - non solo sarà sommersa sotto una colata di cemento con il disastroso Piano strutturale approvato dalla destra, ma adesso ci mette lo zampino anche la Regione contribuendo alla definitiva cementificazione del territorio». Mosca chiede un ripensamento al presidente Rossi e una frenata «per un confronto ampio sul Piano strutturale» al centrodestra. Perché i numeri, secondo Mosca, atterriscono: «Tra le previsioni del piano e gli appartamenti voluti dalla Regione - dice - si supera la soglia delle 19.000mila nuove abitazioni. Chi andrà - si chiede - ad abitare in queste nuove case? Prato - conclude - ha bisogno di aiuti finanziari in grado di rispondere ai bisogni reali del territorio: lavoro e infrastrutture che ci mettano al passo con i tempi».
A negare un qualsiasi accordo e a parlare di «forzatura» è il coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni. «Le osservazioni della Regione confermano la visione padronale che il governatore Rossi ha di Prato e del suo territorio - scrive in una nota - Evidentemente non gli è bastato il Pit regionale che ha di fatto commissariato 800 ettari nell'unica area di potenziale sviluppo urbanistico della città. No: ora la Regione annuncia, con una interpretazione assolutamente scorretta e unilaterale, il presunto accordo col Comune sull'area del vecchio ospedale, che Rossi vorrebbe utilizzare per fare cassa costruendoci ben 200 appartamenti».
«E' più che palese - continua - l'intento di questa forzatura: dare per scontato, per problemi di bilancio, che dall'area ex ospedale potranno arrivare i famosi 43 milioni previsti nel vecchio patto scellerato che il sindaco Cenni ha fortunatamente bloccato». E prosegue: «E' bene che i pratesi sappiano che un accordo del genere non c'è stato, non c'è e non ci sarà mai. Se Rossi ha intenzione di fare un investimento edilizio sul vecchio ospedale però, ha scelto non solo il luogo, ma anche il momento sbagliato. L'auspicio - conclude Mazzoni - dunque, è che alla fine prevalga il buonsenso, e che la Regione accetti finalmente di discutere il progetto del Polo oncologico».
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