Il Tirreno

Prato

«Attenti, la mafia è anche cosa nostra»

di Alessandra Agrati
«Attenti, la mafia è anche cosa nostra»

Vincenzo Picardi, presidente del Centro studi “Falcone-Borsellino”, parla dei pericoli di infiltrazione nel territorio

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PRATO. Vincenzo Picardi, presidente del Centro studi “Falcone e Borsellino”, è l’amico dei magistrati, lo snodo attraverso cui bisogna passare se si vuole organizzare un incontro con qualche magistrato del pool antimafia, ma è anche il primo che ha iniziato a diffondere la cultura dell’ antimafia a Prato.

«La mia formazione politica, vengo dal Pci - racconta Picardi - e il luogo dove sono nato, in provincia di Enna, sono stati sicuramente gli elementi che mi hanno formato e mi hanno accompagnato in questi lunghi anni di attività».

Arrivato a Prato ha subito iniziato la propri attività, appoggiandosi al Pci di allora.

«A quel tempo- spiega – si credeva che la mafia fosse un problema solo della Sicilia, eppure soprattutto in Versilia iniziavano i primi insediamenti, anche Prato poteva essere un territorio a rischio in quanto giravano parecchi soldi. Forse non tutti sanno che per anni a Vaiano a un componente della famiglia Rina è stato imposto il soggiorno obbligatorio».

.Negli anni ’80 grazie a Picardi, con la collaborazione del Comune a Prato arriva il pool antimafia in occasione della consegna del premio letterario città di Prato, inizia così una lunga amicizia con Antonio Caponetto.

Purtroppo sono anni in cui la mafia gioca pesante, l’assassinio di Dalla Chiesa, inizia un periodo buio che culminerà nelle stragi di Capaci (Falcone) e di via Amelio (Borsellino).

«Sull’ onda dell’ indignazione per la morte di Falcone e Borsellino – ricorda Picardi – ho costituito un centro studi a loro dedicato, con l’obiettivo di educare le nuove generazioni a non sottomettersi».

Quell’anno venne al Metastasio il magistrato Guarnotta, poi inizia il lungo pellegrinaggio nelle scuole per parlare con i ragazzi.

Il primi ad aderire al Centro studi furono gli studenti del “Dagomari” poi il centro si ingrandì arrivando a coinvolgere oltre 50 persone in modo attivo.

«Oggi, purtroppo – spiega con rammarico il presidente – siamo rimasti in pochi ma continuiamo su questa strada; abbiamo un progetto con il “Gramsci-Keynes” per approfondire attraverso laboratori e presentazioni di film e libri la cultura dell’ antimafia».

Picardi è un entusiasta, una persona che è convinta che i magistrati del pool antimafia non siano delle star in cerca di gloria, ma persone corrette che stanno lottando per la verità, affermazioni che hanno un fondamento reale; Picardi ha avuto rapporti con magistrati come Scarpinato, Guarnotta, Caselli, Vigna, Ingroia e Boccassini.

Basta che alzi il telefono e riesce ad organizzare una tavola rotonda, un incontro con i più importanti esponenti della magistratura italiana.

«Oggi è più facile – spiega – in quanto dopo tanti anni di attività sono più conosciuto, comunque anche quando nessuno sapeva chi io fossi, non ho avuto grossi problemi. Sempre sono stati molto disponibili e questo gli fa onore».

Picardi fra tutti ha un rapporto particolare con Antonio Ingroia con cui è diventato amico.

«In tanti anni di attività – conclude il presidente del centro studi pratese - non ho mai ricevuto minacce o intimidazioni dalla mafia, tuttavia voglio ricordare che un territorio dove abbondano banche e finanziarie, è sempre un obiettivo per la criminalità organizzata».

A buon intenditore poche parole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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