Sicurezza
Area dell’ospedale accordo raggiunto: nasceranno 200 case
Nelle osservazioni della Regione al Piano strutturale il futuro del Misericordia e Dolce e di Villa Filicaia
PRATO. Troppo consumo di suolo pregiato nonostante, negli elementi di invarianza del Piano strutturale, nuovi usi siano indicati come ammissibili. Corpus di norme poco cogenti e poco specifiche che non garantiscono la salvaguardia del territorio «nella progressiva attuazione del Piano».
Sono sole due delle osservazioni generali alla “carta” urbanistica di Prato, in adozione dallo scorso maggio, avanzate dalla Regione che ha l’obbligo di valutare la coerenza tra gli atti di pianificazione comunale e quelli regionali, tra i quali il Pit. Un’analisi dettagliata, con relazioni allegate settore per settore (infrastrutture, ambiente, sanità eccetera) che non risparmia critiche al lavoro svolto dall’ufficio di Piano pratese e che però, inaspettatamente, mette un punto fermo su una delle vicende più delicate dal punto di vista della pianificazione di questi anni: il destino dell’area dell’ospedale Misericordia e Dolce. Una situazione - secondo quanto scrive l’architetto Fabio Nocentini, responsabile della Direzione generale del diritto alla salute - che avrebbe già trovato «una concreta e condivisa soluzione per il riutilizzo del complesso ospedaliero, tramite un’adeguata valorizzazione urbanistica». Accordo condiviso - continua la relazione - trovato in una «serie di incontri e di consultazioni tra le strutture preposte della Regione, del Comune e dell’Asl».
«A conclusione dei lavori - continua la relazione - si è pervenuti alla formulazione di una ipotesi che dovrà naturalmente essere formalmente avallata dagli organismi politici ma i cui contenuti devono già trovare potenzialmente collocazione nelle previsioni del Piano strutturale». Dunque: accordo fatto sull’area dell’ex ospedale e indicazione di metterne il contenuto all’interno del corpus del Piano strutturale. Peccato non se ne sapesse nulla. Cosa nascerà? Di certo non un centro di alta specializzazione oncologica come vorrebbe il sindaco Roberto Cenni e come ribadisce proprio oggi uno dei leader del partito che lo sostiene, Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale Pdl.
Nell’area oggi occupata dagli edifici - cosiddetti nuovi - del Misericordia e Dolce (fatti salvi i manufatti d’epoca che resteranno nella disponibilità dell’Asl con funzioni sanitarie), verranno realizzati - dopo l’abbattimento degli immobili- 18mila metri quadrati di residenziale (circa 200 appartamenti di circa 90 metri quadrati ciascuno) e 5mila metri quadrati di terziario non meglio specificato. «La restante area - si legge nelle relazione - sarà destinata a verde pubblico».
Non basta. La relazione della Regione prende in considerazione anche i dimensionamenti dell’intero sistema (piazza Macelli, piazzale Ebensee, strade limitrofe) all’interno del quale si è sviluppato l’ospedale e nel quale, in prospettiva, nasceranno 30mila 400 metri quadrati di residenziale, 10mila di commerciale, 6.400di turistico-ricettivo e 5.500 di direzionale. E non basta ancora. Perché la Regione è chiarissima su un punto: fare in fretta a recuperare il denaro necessario a finanziarie il nuovo ospedale per acuti a Galciana. Quanto? «Le future destinazioni urbanistiche da prevedere nell’area e le volumetrie connesse - scrive Nocentini - dovranno consentire all’Azienda sanitaria il reperimento della somma pari ad almeno quanto indicato nell’accordo di programma sottoscritto il 18 novembre 2005 anche dall’amministrazione comunale». Ovvero 43 milioni di euro. Per raggiungerli nel “pacchetto” entrerà anche la trasformazione di Villa Filicaia.
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