Il Tirreno

Prato

“Visionaria”: non è un lusso?

di Giovanni Ciattini
“Visionaria”: non è un lusso?

Il consigliere dell’Idv Donzella critica il Comune: «I centomila euro potevano essere spesi meglio»

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PRATO. Da bambino, è questa l’immagine che ci viene in mente, il consigliere dell’Idv Aurelio Donzella doveva essere uno di quei discoletti che si divertivano a guastare la festa di compleanno dell’amichetto passando il dito indice sulla torta e portandosi via un bel po’ di panna. Stavolta il dito Donzella lo passa sulla ciliegina della torta che il sindaco Roberto Cenni ha confezionato per i pratesi il prossimo 5 settembre: “Visionaria”. Una serata magica, in compagnia degli artisti francesi del Transe Express. Il centro storico si animerà di luci, colori, suoni e spettacoli di acrobati sospesi tra terra e cielo. Uno spettacolo di cui si può avere un assaggio cercandosi qualche video su Youtube. Ebbene, il consigliere dell’Italia dei Valori, ritornando sulla polemica già avviata nei giorni scorsi dalla sua segreteria in merito all’organizzazione affidata a Fonderia Cultart, si chiede pubblicamente se sia stato più o meno opportuno prevedere un evento che costa alle casse comunali «più di 110mila euro compresa l’Iva. 110mila euro spesi solo per uno spettacolo, in uno dei momenti più tristi e più drammatici della nostra città». Le considerazioni di Donzella, ovviamente, prescindono dall’alta qualità dello spettacolo e della sua durata (intorno alle quattro ore). «E’ aumentato il numero di chi è senza lavoro, non riusciamo a trovare soluzioni inerenti l’emergenza abitativa, non riusciamo a dare risposte a chi non ha da mangiare, a chi è rimasto senza casa dopo aver perso il lavoro e non può pagare il mutuo o l’affitto. Ebbene l’amministrazione comunale cosa fa? - fustiga il “savonaroliano” Donzella - butta dalla finestra più di110mila euro per organizzare lo spettacolo di apertura del Settembre Pratese». C’è un pizzico di demagogia, nelle parole del consigliere dell’Idv, ed è lui stesso a mettere le mani avanti, ma riflettere su come si spendono i soldi pubblici, in tempi in cui si tagliano le manifestazioni della Festa della Repubblica, non è tempo perso. Intanto, per avere qualche cifra come termine di paragone, si può ricordare che il costo dell’organizzazione del Corteggio Storico, complessivamente, quest’anno dovrebbe aggirarsi sui centomila euro. Concerto della Camerata Strumentale in piazza Duomo - il 7 settembre -, compreso (22mila euro). Ancora da capire l’esatta ricaduta economica della Palla Grossa in piazza Mercatale. I privati ci mettono il più, ma sembra che anche il Comune si faccia carico di parte dei costi.

La Prato Estate, tenendo conto che alcuni spettacoli erano comunque a pagamento, è costata 115mila euro. Al Teatro Politeama, altro esempio, è stato assegnato per la stagione teatrale 2012 un contributo di 75mila euro. Cifre diverse, per manifestazioni diverse tra loro, ma che stanno significare che fare cultura (senza tirare in ballo Metastasio e Pecci) costa. Era meglio spendere questi soldi “nostri” in altro modo, come sostiene Donzella? Il dibattito è aperto. Già tre anni fa, inascoltato, suggerì di risparmiare sui fuochi d’artificio. Oggi ci riprova, ma le sue acrobazie dialettiche appaiono destinate ad aver meno fortuna di quelle degli artisti della Transe Express.

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