Il Tirreno

Prato

Chiusure eccellenti nel centro storico

di Maria Lardara
Chiusure eccellenti nel centro storico

Crisi e caro affitti stanno mettendo in ginocchio molti negozi: lascia Elena Mirò, serrande abbassate per il market Dpiù

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PRATO. La via dello shopping pratese perde altri pezzi. E che pezzi. Stavolta è un tassello storico quello che sta per staccarsi dal puzzle commerciale del salotto buono di Prato. Il gruppo Miroglio Fashion, titolare del noto brand “Elena Mirò” per signore con taglie “morbide”, sta per fare le valigie da Prato: fino a ordini contrari di scuderia, la boutique di corso Mazzoni abbasserà la saracinesca il prossimo 31 agosto. Un vuoto di cui si accorgeranno tanti pratesi al ritorno dalle vacanze, fosse solo per le dimensioni del fondo commerciale, circa 80 mq. Così dopo l’addio di Max Mara nel 2007, se ne va da Prato un altro brand di fascia medio-alta con tutte le ripercussioni a livello occupazionale che questo comporta. E pensare che l’attrattività del centro storico è un tasto su cui preme da tempo la giunta Cenni (l’assessore Caverni in particolare): per richiamare gli investimenti delle catene distributive nel dicembre 2010 si scommise tutto sulla deregulation domenicale per gli esercizi dentro le mura. Ma alla fine i grandi marchi se ne vanno lo stesso.

«Le politiche di liberalizzazione non aumentano i ricavi dei negozi che continuano a chiudere in un centro storico ritenuto poco appetibile: il problema sono il calo dei consumi e la mancanza di liquidità in circolazione», è la riflessione di Alberto Santini, segretario provinciale della Filcams Cgil. Il sindacato ha seguito la procedura di licenziamento per le due commesse di “Elena Mirò”. «Sono i primi alla luce della nuova riforma Fornero per cui ora in questi casi si richiede un passaggio presso la Direzione provinciale del lavoro. Per le due dipendenti - spiega Santini - scatterà la disoccupazione ordinaria». Una di loro ci lavora da dieci anni, dalla prima apertura. Voci di corridoio danno fra i motivi di chiusura il costo dell’affitto di quel fondo che si aggira intorno ai 7mila euro. Una cifra astronomica. In realtà l’unico marchio Miroglio a rimanere in centro è “Motivi” di via Garibaldi, destinato a una moda giovanile. Ma per la boutique femminile cara alle taglie morbide i giorni sono contati: si può approfittare dei saldi del 50% ancora in vendita. Il resto delle saracinesche abbassate in centro si confonde con i tanti cartelli di “chiuso per ferie”. Un altro fondo vacante spunterà presto in piazza San Francesco dove il negozio Tim, aperto due anni fa sulle ceneri dell’ex Margherita Conad, si trasferirà presto in piazza San Marco. Andando sulla bigiotteria si registra la perdita del “Punto Ra” sempre in corso Mazzoni al civico 17. Sembrava che dovesse chiudere per cessazione d’attività, mentre sul bandone abbassato si legge che il negozio rimarrà chiuso tutto settembre “per motivi personali”. E’ tempo di chiusure eccellenti anche appena fuori dalle mura. Il discount “Dpiù” di via Marx (società Dial srl) ha cessato l’attività il 1 agosto scorso ma non si parla in questo caso di licenziamenti: due dei 15 dipendenti sono stati ricollocati nel punto vendita di Montecatini, il resto è in attesa di sapere a chi sarà ceduto il negozio a settembre (forse all’ex Sisa che già lì aveva un proprio discount). Acque agitate anche nella profumeria “Limoni” che saluterà la vetrina di via Veneto il 6 settembre prossimo. «I lavoratori a tempo indeterminato – spiega Nunzio Martino della Filcams Cgil – saranno ricollocati nelle profumerie della stessa catena in via Pistoiese e via Targetti: diversa sorte invece toccherà ai tempi determinati».

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