Sicurezza
«La street art aiuta i ragazzi a superare i loro problemi»
Gnob, 33 anni, insegnante precario di musica, è una delle firme più apprezzate Da qualche anno è stato chiamato a tenere corsi di murales nelle scuole
PRATO. Di giorno insegnante precario di musica nelle scuole pratesi, di notte o quando può una delle firme più apprezzate della street art italiana. Gnob, 33 anni, è uno che non le manda a dire e racconta della street art e delle sue innumerevoli sfaccettature. Da qualche anno tiene corsi di murales nelle scuole e la sensazione che si porta dietro è quella di un potenziale gigantesco destinato però a rimanere inespresso. «Lo scorso anno scolastico abbiamo tenuto un corso con 28 classi, tanto per far capire l'interesse che i ragazzi hanno per il fenomeno – comincia - Centinaia di ragazzi dai 6 ai 18 anni che hanno preso in mano una bomboletta o un pennello per la prima volta e hanno espresso in modo completamente libero la propria creatività. E' un potenziale straordinario di culture e di mentalità completamente differenti tra loro – continua - Ma con un problema: le scuole, di questi tempi, non possono permettersi di sostenere ancora a lungo i corsi e quindi ogni anno si rischia di vederli scomparire dalla programmazione didattica».
Un fermento culturale vivissimo che non trova sbocchi perchè, contrariamente a quanto succede nel resto del mondo, secondo Gnob «Siamo di fronte ad una vera e propria svalutazione del fenomeno, un fenomeno legato alla politica e all'opinione pubblica. E in casi come questo, l'apporto della politica è fondamentale». E qui entra in gioco “Muri legali”, il progetto bandito nel 2008 dal Comune per guidare le bombolette e la creatività dei writers pratesi. «Il progetto non è morto, diciamo che è in stallo – spiega Gnob – E' un vero peccato perchè all'epoca permise uno scambio intergenerazionale molto bello: ci ritrovavamo di fronte a un muro insieme a ragazzini di quindici, sedici anni. C'era un clima di grande creatività e di scambio che reputo fondamentale e soprattutto s'era creata una rete, tra i writers e il Comune, che prometteva molto bene. E' un peccato anche per un altro motivo: la nostra città, con gli spazi e gli scenari che possiede, potrebbe essere culturalmente parlando un città molto più viva e interessante di quello che è, grazie anche alla street art, locale e internazionale».
«E' nelle scuole che ti rendi conto di quello che può significare la street art come veicolo di integrazione e di coesione sociale – racconta – Dà grande gioia e soddisfazione vedere un ragazzo border line, con problemi molto seri a livello comportamentale, prendere in mano un pennello e mettersi così su due piedi fianco a fianco con gli altri, a dipingere insieme come se fossero amici da anni ». (a.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
