Il Tirreno

Prato

166 insegnanti escono dal tunnel del precariato

166 insegnanti escono dal tunnel del precariato

Nuove assunzioni scatteranno da settembre a Prato Comune e Provincia: «Si tratta del minimo indispensabile»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sono 166 i nuovi insegnanti che arriveranno a Prato, dalle materne alle superiori. Insegnanti che andranno a colmare il vuoto dei pensionamenti e che diranno addio ad anni e anni di supplenze e precariato. Un bel numero per chi da una vita è nelle liste d’attesa ma il minimo indispensabile per far partire le scuole a settembre senza traumi. Le nuove assunzioni rientrano nel piano triennale varato dal governo Berlusconi e un anno fa presentato dalla Gelmini.

Il Miur ha complessivamente concesso 35.608 insegnanti ma sono appena 247 in più rispetto all’anno passato con un numero di studenti aumentato notevolmente.

«Sono i ruoli che normalmente abbiamo - spiega l’assessore alla pubblica istruzione del Comune Rita Pieri - e il numero varia al variare dei pensionamenti. Per quel che ci riguarda abbiamo il numero di insegnanti richiesto con il numero di sezioni a tempo pieno più elevato della Toscana. Abbiamo adesso sollecitato attenzione per il sostengo perché tra quanto spetta di diritto e quelle che poi sono le esigenze di fatto ci sono delle differenze. Siamo del resto una città che ha bisogno di un’attenzione forte perché abbiamo 20.000 studenti. Praticamente una città con mille variabili: dall’immigrazione alla crisi economica che influisce anche sui rendimenti scolastici».

Per quel che riguarda il Comune l’assessore Pieri tende a precisare che c’è stato un grosso lavoro nella progettualità per offrire ai ragazzi sempre nuove opportunità. «Da settembre - mette in evidenza - partirà una collaborazione forte con la Camerata: gli insegnanti andranno nelle scuole elementari e medie. Con il Metastasio con corsi di teatro che aiuteranno i ragazzi nell’integrazione. E anche progetti per fare arte con la lingua cinese e laboratori di lingue fino dalle scuole dell’infanzia».

Sul numero dei nuovi insegnanti anche la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi non è entusiasta. «Non rimane che dire che è meglio di un pugno nei denti - commenta - ma certo è davvero il minimo indispensabile per far ripartire la scuola a settembre. Niente che abbia a vedere con l’esigenza di rendere migliori le nostre scuole. «Sono numeri che non compensano per niente i tagli fatti al mondo della scuola con la spending review e con quelli dei governi precendenti. Tutti tagli che strangolano gli enti locali e che impediscono un impegno importante in un settore come quello della formazione de i nostri studenti. Era un settore da salvaguardare e non è stato fatto neppure questa volta».

Ilenia Reali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa