Finanza
Topi e siringhe dentro il cantiere chiuso da mesi
Tradite le aspettative dei residenti della zona di via Filzi «Piano di recupero occasione per riqualificare il quartiere»
PRATO. C’era una volta un piano di recupero nel cuore del Macrolotto zero che avrebbe potuto, nonostante la massa imponente di cemento, avviare una lenta riqualificazione dell’area. E invece è accaduto il contrario.
Almeno secondo i residenti della zona che ogni giorno sono alle prese, nel quadrilatero che ha per estremi via Filzi e via Erbosa, con il degrado provocato da un cantiere fermo da mesi e mesi e che non si sa se prima o poi riaprirà, con gli scheletri di due palazzoni mai terminati, con sporco che si accumula, con topi che aumentano, siringhe usate e gettate dai tossicodipendenti che la notte lì si rifugiano, con recinzioni divelte e con discariche a cielo aperto che per l’incuria restano e si ingrandiscono via via.
«Il piano di recupero di via Filzi - denunciano i residenti in una nota - si presentava con una grande occasione di riqualificazione per una parte della città fortemente degradata. Avremmo sopportato palazzi al posto delle aree dismesse ex industriali. Avremmo sopportato che gli appartamenti fossero tutti occupati dai cinesi. Ma la realtà oggi è ben diversa».
Il complesso di condomini (tre di cui due di sei piani, l’ultimo un po’ più basso) del quale si parla, viene da lontano: il Piano di recupero fu approvato definitivamente nel 2003, prevedeva la realizzazione di 83 appartamenti e 30 negozi suddivisi in tre edifici. Il progetto, in un primo momento, fu portato avanti dall’industriale tessile Edo Cafissi assieme a Giuliano Gori, il collezionista d’arte di Celle. Nel 2005 venne acquisto per 35 milioni dalla Valore di Giovanni Valentini. Oltre ad appartamenti e negozi l’insediamento di via Filzi prevedeva parcheggi, verde pubblico, giardinetti.
«Tutto questo - scrivono i residenti - è l’ennesima occasione persa per la riqualificazione di una parte fondamentale della città. Come si può avere fiducia nelle future scelte urbanistiche - concludono - se i risultati in fase di attuazione sono questi?»
Il gruppo di cittadini si rivolge all’amministrazione comunale - dopo aver presentato anche degli esposti - per sapere che fine farà il cantiere, se riaprirà e quando. Ma soprattutto se il progetto originale che prevedeva anche la riqualificazione del verde, verrà rispettato.
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