Sicurezza
Soldi alle Antille, radiato un promotore
Secondo la Consob ha raccolto investimenti per una società con sede in un paradiso fiscale, che non era autorizzata
PRATO. Prima la sospensione per un anno, poi la radiazione. La Consob ha scritto la parola fine sulla carriera di Fiorenzo Domenico Cecchi, promotore finanziario pratese di 56 anni.
Giuseppe Vegas, presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa, cioè l’organismo che vigila sulla correttezza delle procedure finanziarie, ha firmato la delibera di radiazione nei giorni scorsi. Da un anno la commissione indagava sulle passate attività di Cecchi e di altri promotori finanziari che avevano fatto capo a Silvano Bronconi, ex direttore di banca e ideatore di una rete di agenti legati alla Brett Trading Company Ltd, una società con sede nella minuscola isola caraibica di Saint Kitts and Nevis (Antille Olandesi). Terra di velocisti (vedi il campione mondiale dei 100 metri Kim Collins), yacht (uno ogni 50 abitanti) e soprattutto società finanziarie: in sostanza un paradiso fiscale.
Sulle attività del gruppo Bronconi ha iniziato a indagare più di due anni fa la Finanza, più precisamente il Nucleo speciale di polizia valutaria di Milano, dopo la segnalazione di un risparmiatore. Secondo gli inquirenti la Brett Trading non era altro che una delle tante “catene di Sant’Antonio” che promettono rendimenti miracolosi, pagano gli interessi iniziali e poi fanno sparire in tutto o in parte il denaro che viene loro affidato.
Il meccanismo era abbastanza semplice. La Brett, tramite la rete dei promotori che potevano contare su uffici a Francoforte, Londra e Firenze, proponeva investimenti con un rendimento mensile dell’1% a chi aveva da mettere sul piatto risparmi da 100.000 euro in su.
Da Milano non c’è la conferma ufficiale che i soldi siano spariti, ma quel che è certo è che la Brett Trading non era autorizzata a raccogliere investimenti in Italia.
A Fiorenzo Domenico Cecchi si contesta per l’appunto questo. Cioè di aver raccolto soldi che non avrebbe potuto raccogliere.
Nel frattempo un’inchiesta era stata aperta anche dal sostituto procuratore fiorentino Luca Turco e in questo filone erano stati indagati 15 promotori finanziari accusati a vario titolo di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e appropriazione indebita.
Un anno fa la Consob aveva sospeso Cecchi per un anno, ma l’istruttoria è andata avanti e ora la Commissione ha tirato le fila irrogando la massima sanzione. Secondo la Consob, Cecchi ha lavorato per la Brett Trading fin dal 1° giugno del 2005, giorno in cui ha sottoscritto a Nevis Island un mandato di rappresentanza per il collogamento dei prodotti finanziari. Gli ispettori della Consob hanno trovato traccia di 7 contratti per un totale di oltre un milione di euro (l’inchiesta fiorentina parlava di 15 risparmiatori). E delle relative provvigioni (8.500 euro nel maggio 2009, 40.000 dal giugno 2007 al novembre 2008).
Il promotore pratese si è difeso dicendo di aver agito in perfetta buona fede e di aver solo consigliato ai suoi conoscenti un investimento redditizio, ma i documenti ritrovati, secondo la Consob, lo smentiscono.
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