Il Tirreno

Prato

L’Ufficiale giudiziario chiude il bar Mannori

di Barbara Burzi
L’Ufficiale giudiziario chiude il bar Mannori

Il locale che si trova nel centro di Parco Prato è in arretrato con l’affitto del fondo Tra i motivi delle difficoltà i non buoni rapporti tra soci. Sgomento dei dipendenti

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PRATO. Non era in regola con i pagamenti e il giudice ordina lo sfratto . Nel mirino del provvedimento giudiziario è finito il bar ristorante Mannori presso il Parco Prato (non dunque quello di via Lazzerini), cui ieri mattina è stato notificato un decreto ingiuntivo. Da tempo, infatti, era in corso un contenzioso legato a una serie di insoluti con la proprietà del fondo, la Unicoop Firenze, che con il consenso del Tribunale è rientrata in possesso dei locali, dove a questo punto potrebbe addirittura subentrare una nuova società. I problemi sarebbero anche di altra natura e, stando a quanto emerso, affondano le radici nella battaglia tra i soci alla guida del bar Mannori, tra i quali spicca il noto pasticcere Luca Mannori che dà il nome al locale. La vicenda è precipitata negli ultimi mesi. Pare che la voce si rincorresse da un po’, ma da parte dei dipendenti c’era ancora la speranza che le parti coinvolte riuscissero a trovare un’intesa. Come una doccia fredda invece la brutta notizia è giunta nella mattinata di ieri con l’arrivo dell’ ufficiale giudiziario che è piombato nel locale proprio durante l’orario delle colazioni ordinando, di fatto, la chiusura del bar al primo piano del centro commerciale. Fuori tutti, insomma. Un cartello preparato in quattro e quattr’otto con la scritta “bar momentaneamente chiuso, ci scusiamo per il disagio” ed esposto chiaramente all’inizio della rampa di scale che conduce al locale vietava l’accesso alla clientela. Senza contare il disagio causato agli utenti del centro, i quali non hanno potuto bere nemmeno un caffè visto che si tratta dell’unico bar presente su tutta la piattaforma Unicoop. Tra l’altro, il tutto è accaduto nella mattinata di venerdì con il centro molto frequentato essendo ieri la vigilia del week end delle partenze estive d’agosto. Stando a quanto sostenuto dai lavoratori di turno, dei responsabili non si è presentato nessuno e ai dipendenti è toccata la parte più difficile: “sbaraccare” tutto e tornare a casa, senza lavoro né una spiegazione. Dopo aver provveduto a svuotare la cucina riempiendo il più possibile i carrelli della merce esposta (interi vassoi di paste e scatole di bibite) e di tutta quella presente in magazzino. Il fatto che i dipendenti, quasi tutti giovanissimi, non abbiano stipendi arretrati da riscuotere non allevia la rabbia e l’amarezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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