La manifestazione
Risparmi: niente bus a Ferragosto
Napolitano: «Situazione economica tragica». Per i nuovi tagli a rischio anche la gara regionale
PRATO. A Firenze i fiorentini hanno dovuto puntare i piedi ma alla fine l’hanno spuntata con Ataf. Per la gioia di turisti e persone anziane per le quali il nemico giurato ad agosto è la solitudine. A Prato autobus e Ferragosto non sono mai andati a braccetto. Mezzi fuori uso per la festività di mezza estate così come a Natale e Pasqua. Non ci sono gli stessi turisti di Firenze, si dirà. Metti però che a Ferragosto un anziano della periferia desideri andare alla Cocomerata in piazza del Comune. Oppure che un pratese a piedi alla ricerca di una boccata di aria voglia fare un salto in quel di Montepiano. Niente. O si ha la macchina o la fortuna di farsi accompagnare, altrimenti si sta a casa.
A Firenze è polemica dei giorni scorsi: prima viene annunciato lo stop dei bus a Ferragosto, poi i cittadini, partiti dell’opposizione e associazioni sollevano un polverone e alla fine Provincia e Comune fanno marcia indietro e tirano fuori circa 40mila euro per garantire il servizio. A Prato, città dai circa 188mila abitanti, sembra che l’assenza degli autobus per il 15 agosto non abbia mai pesato. Non che in Provincia, dove si stringe sempre più la cinghia per garantire mese dopo mese il Tpl, non ci abbiano pensato. «Quello su agosto è un ragionamento che ci siamo posti nella conferenza dei sindaci, ma dovevamo fare una scelta - fa notare l'assessore provinciale Antonio Napolitano - tagliare il più possibile il servizio ad agosto per lasciarsi un po' di respiro in vista di settembre quando riapriranno le scuole. Il momento è drammatico per i trasferimenti sempre più all’osso. Con questa operazione, eliminando cioè le corse a Ferragosto e riducendo le altre durante il mese, riusciamo a mettere in cascina 140mila euro che ci teniamo stretti in vista della ripresa regolare del trasporto».
In tempi di vacche magre, c’è ben poco da sperare. Si raschia il barile e basta, fermo restando che il Tpl costa a Prato ogni mese un milione e mezzo con una fetta ripartita fra Regione, Comune e Provincia. Così anche l’attesa prolungata della Lam blu passata da 7 a 20 minuti fino al 2 settembre ha un suo perchè. «Poi diciamoci la verità: Prato non è Firenze, non ha il suo turismo -aggiunge - Nel caso nostro far viaggiare gli autobus a Ferragosto ci farebbe andare a rimessa, per Firenze grazie ai turisti è un guadagno. Avremmo sì dato un servizio a dieci persone, ma dovendo scegliere abbiamo preferito accantonare i fondi. La situazione è grave: tutti i mesi dobbiamo procedere con l’affidamento a Cap con obbligo di servizio. E per l’autunno potrebbero esserci altre sorprese». Ieri l’assessore Napolitano si è consultato con il collega in Regione Luca Ceccobao che sta provando a mettere in agenda entro fine agosto una conferenza regionale sul Tpl. Oggetto: la gara europea per la riforma del trasporto pubblico locale, il cui bando non è ancora uscito (slittando da luglio a ottobre), alla luce del decreto sulla “spending review”. «Con gli altri tagli in arrivo, la gara stessa è in forse. Se dovesse saltare - conclude Napolitano - sarebbe il caos».
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