Il Tirreno

Prato

Cassa integrazione record presentate 1.100 richieste

di Ilenia Reali
Cassa integrazione record presentate 1.100 richieste

Per settembre si prevede il coinvolgimento di oltre cento aziende tra ordinaria e deroga. Malinconi (Cisl): «Per il tessile c’è ancora incertezza»

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PRATO. La profonda incertezza della filiera tessile emerge in tutta la sua drammaticità dai numeri. E dalla paura preventiva di un autunno che si annuncia con pochi ordini. Le richieste di cassa integrazione ordinaria, motivate quindi da un carenza di lavoro temporanea, coinvolgono 56 aziende tessili per un totale di 892 dipendenti. Le richieste di cassa integrazione in deroga coinvolgono invece 30 aziende per l’industria (165 dipendenti) e 37 aziende dell’artigianato (per 140 lavoratori). Sono questi i numeri ricavati dal sindacato dei tessili della Cisl prendendo a mano le richieste arrivate tra gli ultimi giorni di luglio e questi dieci giorni di agosto.

Un numero sicuramente straordinario se si tiene conto che non è comprensivo dei lavoratori in cassa integrazione in deroga “stanziali”, cioè che fanno ricorso agli ammortizzatori sociali da più tempo ma solo delle nuove richieste o dei rinnovi che hanno avuto un’interruzione. Nè tantomeno sono compresi coloro che sono in cassa integrazione straordinaria o in mobilità.

«Si tratta - spiega la segretaria dei tessili della Cisl Chiara Malinconi - di richieste. Quindi delle previsioni, per la cassa ordinaria, che le aziende fanno per settembre. Il dato è indicativo perché significa che le speranze di una ripresa sono basse e che di ordini già in tasca ce ne sono davvero pochi. Sono numeri che fanno andare in ferie con tanta preoccupazione per il futuro».

Le richieste di cassa integrazione riguardano tutta la filiera tessile e in particolare si riferiscono ai lanifici che hanno presentato più richieste del solito. «C’è un po’ di tutto - conferma Malinconi - e questo sta a significare che la preoccupazione è generalizzata. Questo non è il tessile che conosco. Non è la Prato che è pronta a reagire e anzi, ad anticipare le difficoltà risolvendole. E’ necessario fare in modo che cambi la mentalità perché, anche se la situazione di crisi non è certamente limitata a questo distretto, una situazione di questo tipo non può essere accettata».

Una situazione che coinvolge anche gli altri settori. Da una prima sommaria analisi dei numeri emerge infatti che percentualmente non se la passa meglio neppure il metalmeccanico. «Ci sono richieste di ordinaria per 4 aziende di questo settore con circa 80 dipendenti a cui si aggiungono 3 aziende dell’industria e 12 dell’artigianato che hanno fatto richiesta per la deroga. E a tutto questo si aggiungono anche gli altri settori».

Senza contare che a settembre potrebbero tranquillamente venir fuori altre richieste.

Alcune rifinizioni e tintorie, ad esempio, si sa già che stanno valutando come riorganizzarsi e che renderanno noti gli esuberi nelle settimane a venire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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