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Prato

«La mega provincia danneggia Prato»

 «La mega provincia danneggia Prato»

Mazzoni lancia l’allarme sulla proposta Rossi: «La città perderebbe gli uffici territoriali dello Stato»

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PRATO. «Fino a ora Prato è stata blindata. Ma se passerà la linea del governatore Rossi di creare tre maxi province in Toscana invece delle cinque previste, la battaglia per mantenere sul territorio gli uffici distaccati dello Stato dovrà ricominciare». Il deputato Pdl Riccardo Mazzoni lancia l’allarme: «Non si tratta certo - spiega - del rifiuto di andare con Firenze, di certo l’area vasta resta la più omogenea per la formazione delle nuove province. Ma per Prato è vitale restare capoluogo e mantenere sul proprio territorio questura, carabinieri e gli altri uffici distaccati». Dello stesso parere l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone che addirittura parla di «ritorno di Prato sotto le grinfie di Firenze», polemizzando con il deputato Pd Andrea Lulli, fautore invece del mega accorpamento.

«La questione è complessa» è il giudizio di Mazzoni che per avere un po’ di chiarezza ieri ha chiesto e ottenuto una interpretazione qualificata - quella del ministero per la Funzione pubblica - dell’iter che farà il decreto e le sue possibili trasformazioni in zona Cesarini.

«Per il momento - spiega - il decreto fissa dei requisiti immodificabili: 2500 chilometri quadrati, 350mila abitanti, la città più popolosa compresa nell’area diventerà capoluogo, le città metropolitane non possono essere accorpate con altre province. Il ministero però pare disponibile a ritocchi e adeguamenti normativi, se non prima, in sede di approvazione definitiva, quindi in dicembre, del decreto che istituirà i nuovi enti di secondo livello». In quali casi? «Se verranno proposte - continua il deputato Pdl - modifiche migliorative del decreto sulle quali si sia raccolta un’ampia convergenza politica». E la linea Rossi di “via libera” ne ha ottenuti tanti: a partire da Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e coordinatore nazionale dei Consigli delle autonomie locali, proprio quelli che dovranno ritagliare le nuove province.

«L’obiettivo - aggiunge Mazzoni - sarebbe quello di mettere insieme Firenze, Prato e Pistoia forse in una mega città metropolitana, facendo saltare il criterio che impedisce accorpamenti con altre province. In questo caso di sicuro - dice - Prato verrebbe declassata e perderebbe gli uffici territoriali». Esiste un’altra ipotesi: l’affiancamento di una provincia Prato-Pistoia alla città metropolitana fiorentina. «Un’operazione ancora più difficile - continua Mazzoni - In questo caso a saltare sarebbero i criteri relativi alle dimensioni territoriali e alla popolazione». Il pressing del Pd, secondo il deputato azzurro, in queste ora è molto forte. «Ne consegue - aggiunge Mazzoni - che sarebbe un errore dare per scontato posizioni acquisite di Prato». Qualcosa di più, nel grande caos province, si potrà sapere oggi. In Regione è stata convocata la prima riunione dei rappresentanti dei territori con il Consiglio delle autonomie alla quale parteciperanno il presidente Gestri e come vicepresidente del Cal toscano Maurizio Bettazzi.(c.o.)

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