Italia
Faceva rapine ed era ai domiciliari
Riconosciuto grazie alle immagini video: arrestato con un complice
EMPOLI. Un po’ maldestri ma senza scrupoli. Capaci di rinchiudere le loro vittime nel bagno, di minacciarle con pistola (giocattolo) o coltello (vero). Ma anche costretti a fuggire a mani vuote dopo che una tabaccaia si era ribellata. Ora i due rapinatori, un pratese di 25 anni e un catanese di 42, che erano diventati per un paio di settimane l’incubo dell’Empolese Valdelsa, sono stati smascherati. Le rapine si sono svolte tutte tra il 20 maggio e il 7 giugno del 2011. La prima alla tabaccheria Scarselli di Ponte a Elsa. Pochi giorni dopo toccò al Bar Boccaccio, vicino all’ospedale di Empoli. Uno a volto travisato e con la pistola in mano aveva chiesto e ottenuto l’incasso dalla barista, che era in compagnia di due clienti: poi la fuga, con un bottino di 4mila euro. Il 7 giugno fu la volta dell’agenzia di assicurazioni Generali di via del Cardinale a Montelupo. Proprio nello stesso periodo furono messe a segno rapine con modalità molto simili anche nel Pratese. La caccia è scattata dalle immagini riprese dai circuiti di videosorveglianza di attività finite nel mirino a Prato e dintorni, dalle quali sono stati estrapolati gli identikit dei due banditi. Le vittime hanno riconosciuto i volti dei rapinatori. Contemporaneamente sono stati effettuate una serie di verifiche sui numeri di cellulari dei due presunti banditi. Ieri mattina gli arresti. Entrambi pluripregiudicati sono Alessio Verzì, 42 anni, originario di Catania, che si trovava già in carcere a Vigevano (Pavia) per altri reati commessi in Lombardia, e Antonio Leto, venticinque anni, pratese, che era invece agli arresti domiciliari e che è stato trasferito dai poliziotti nel carcere di Prato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
