Sicurezza
Materne, quindici sezioni “salvate” dalla Regione
Annullate le liste d’attesa in sei istituti di Prato, ma anche a Poggio, Vernio, Vaiano e Cantagallo. Investiti oltre sei milioni di euro in tutta la Toscana
PRATO. Quindici sezione della scuola dell’infanzia “salvate” dai contributi regionali a Prato in 7 comuni del territorio. Complessivamente sono 107 le sezioni in tutta la Toscana per le quali, anche per il prossimo anno scolastico, le spese necessarie a pagare gli stipendi per 215 insegnanti saranno coperte dai contributi regionali e garantiranno così, a settembre, un posto a circa 3 mila bambini che, altrimenti, sarebbero stati esclusi. Anche per il prossimo anno scolastico, infatti, le scuole dell’infanzia statali non sarebbero state in grado di accogliere tutte le richieste di iscrizione. Per questo la Regione è intervenuta con 6,5 milioni di euro per garantire ai bambini toscani un posto alla scuola dell’infanzia. «Le sezioni Pegaso e i buoniservizio per gli asili nido – afferma la vicepresidente della Regione con delega all’istruzione Stella Targetti – sono due modi di tradurre nella realtà l’impegno che abbiamo voluto prenderci: mettere al centro l’infanzia, perché significa investire sul futuro». Il decreto che assegna le risorse alle scuole è già stato pubblicato. A Prato il contributo andrà all’istituto Bartolini con 2 sezioni a Vaiano, mezza a Cantagallo; alla direzione didattica di Montemurlo (una sezione); all’istituto Mazzei di Poggio (una sezione); all’istituto Pertini di Vernio (una sezione). Sei le sezioni di Prato negli istituti: Levi, Mascagni, Convenevole, Malaparte, don Milani. «A settembre – conclude Targetti – tre mila bambini potranno andare alla scuola dell’infanzia grazie all’impegno della giunta regionale. Purtroppo, da qualche anno, questo non è più, di fatto, un diritto di tutti».
La Regione ha impegnato altri 4 milioni per i “buoni servizio” e si sta lavorando per mettere a punto il provvedimento che permetterà, grazie a queste risorse, di erogare il contributo per riduzioni sulle rette applicate dai nidi privati convenzionati e accreditati nei Comuni dove c’è lista d’attesa per le strutture pubbliche. I contributi regionali vengono assegnati ai Comuni, i quali possono così applicare sconti sulle rette per gli asili (da un minimo di 100 euro a un massimo di 250 euro al mese ad ogni famiglia). L’obbiettivo dei buoni è quello di sostenere l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, nell’ambito di progetti di conciliazione fra vita familiare e vita lavorativa nei casi in cui sia presente una lista di attesa per i servizi all’infanzia comunali o non siano attivi servizi per la prima infanzia. Sei i Comuni interessati a Prato.
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