Attenzione
«Basta guerra sul pane di Prato»
Cortaggio, il market a chilometri zero, venderà le pagnotte contese tra centrodestra e centrosinistra
PRATO. E se nel supermercatino sotto casa oltre ad acquistare prodotti, i più svariati, a chilometro zero, quelli bio, equosolidali, prodotti delle coop sociali, si potesse anche ascoltare una conferenza? O magari partecipare a corsi e essere protagonisti di dimostrazioni cosmetiche, anche queste con prodotti bio? E’ l’evoluzione che promette di avere, dal 15 settembre in poi, data dell’inaugurazione ufficiale, “Cortaggio” la nuova formula di negozio di alimentari e non solo, a chilometri zero, nato per la volontà di un gruppo di soci (Panerati, Giardi, Riguccioli, Francesca Drovandi presidente della coop Via del Campo, Edilcoop proprietaria dell’immobile) in via Bologna, proprio all’angolo con via del Mercato Nuovo, e aperto, ma solo in via sperimentale dallo scorso maggio. Un esperimento che sta funzionando alla grande: «Non tanto per il numero di clienti che è comunque sempre in crescita - spiegano Daniele Panerati, ex vicepresidente della Provincia oggi imprenditore e Drovandi - ma per il fatto che chi viene poi torna».
Sarà perché se acquista una zucchina sa anche da quale campo, di quale agricoltore, rigorosamente dentro i confini dell’area vasta, proviene. Sarà perché i prezzi rispecchiano quelli della media della grande distribuzione ma la qualità è superiore. Sarà perché un negozio così a Prato prima non cera e forse è difficile scovarlo anche altrove. Fatto sta che Cortaggio piace. E l’obiettivo è che piaccia anche di più. A partire dalla futura vendita del pane pratese delle “larghe intese”, una tendenza che fa moda.
Sì, a Prato accade anche questo: che la Provincia, di centrosinistra, sponsorizzi il “Gran Prato” un pane tutto e solo fatto localmente a partire dalle farine e il Comune invece tifi e supporti il “pane antico” fatto con grani “di una volta” che il consigliere del centrodestra Fulvio Ponzuoli è riuscito faticosamente a rimettere in produzione nella sua tenuta in Maremma e che il sindaco vuole ripiantare nei campi delle Cascine di Tavola, per produrre il pane “total made in Prato”. Cortaggio si propone come “grande mediatore”vendendoli entrambi. «Ma non per un fatto politico - scherza Panerati - il pane non è nè di destra nè di sinistra e non si capisce perché ci si debba fare la guerra anche sulla farina». Per i soci del market a chilometri zero, infatti, la via giusta sarebbe quella di inserire il pane prodotto coi grani antichi nell’associazione nata per promuovere il Gran Prato (in commercio a partire da settembre): Parco Agricolo Gran Prato che come simbolo non poteva che avere una spiga verde.
Dopo il pane pratese doc? C’è l’aiuto che i soci di Cortaggio daranno, da qui a qualche mese, agli agriturismi: obbligati a somministrare alimenti prodotti sul territorio ma costretti ad acquistarli un po’ qui e un po’ là. «Grazie all’ingresso di Cortaggio nel progetto Rete qualità toscana (rete regionale di filiera corta ndr) - spiegano Panerati e Drovandi - il nostro punto vendita diventerà una base logistica di conferimento di prodotti a chilometro zero alla quale potranno fare riferimento agriturismi - concludono - ma anche ristoranti».
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