Il dolore
Logopedia, in 5000 in lista d’attesa
PRATO. Un protocollo fra Asl, Opera Santa Rita e Associazione Modi di dire per venire incontro alla richiesta di prestazioni logopediche per il trattamento dei disturbi del linguaggio e della...
PRATO. Un protocollo fra Asl, Opera Santa Rita e Associazione Modi di dire per venire incontro alla richiesta di prestazioni logopediche per il trattamento dei disturbi del linguaggio e della comunicazione per infanzia e adolescenza con gli obiettivi, spiega il direttore generale dell'Asl Bruno Cravedi, di prendere in carico i pazienti attualmente in trattamento presso strutture fuori Asl, ridurre i tempi di attesa per le prestazioni mediche e definire percorsi di cura personalizzati, assicurandosi che le richieste di accesso ai trattamenti abbiano ragione d'essere. Progetto ambizioso, che nasce in un momento di bisogno: sono 30 i bambini in età prescolare inseriti in percorsi dedicati e, se ogni anno si registrano 70 nuove richieste di valutazioni e trattamenti è vero che, al momento, sono 5.000 i pazienti della provincia di Prato ancora da raggiungere fra chi ha appena fatto richiesta, chi è in lista d'attesa e chi si è trovato costretto a migrare verso altre strutture. Un numero sicuramente impressionante, causato da più fattori, come i lunghi tempi di permanenza in lista d'attesa: «La media si aggira intorno agli 8 mesi» spiega Marco Armellini, direttore del Dipartimento di salute mentale Asl 4 ma, come spiega il presidente della Società della Salute area pratese Dante Mondanelli, per i trattamenti a volte si aspettano anche due anni. Il fatto che il numero comprenda tutti gli utenti della provincia concorre ad aumentare il carico ma c'è chi segnala casi inappropriati: «Le segnalazioni dovrebbero essere fatte solo da pediatri o specialisti - spiega Mondanelli - invece spesso sono insegnanti e madri a farle. Proprio per questo, con la collaborazione della Provincia, abbiamo previsto un filtro che controlli le richieste alla fonte». La legge 170/2010 ha concorso ad aumentare le domande: «E' una legge a beneficio di chi ha disturbi d'apprendimento - spiega Armellini - Se nell'anno passato avevamo 250 richieste, adesso ne abbiamo 780». Questo progetto, quindi, sembra arrivare al momento giusto: «L'unione fra pubblico e privato sociale, quindi non profit, è una risorsa - dice Roberto Macrì, presidente dell'Opera Santa Rita - la Asl risparmierà: il protocollo prevede che loro si occupino delle prime verifiche e poi affidino a noi e a Modi di dire i ragazzi. In ogni caso, no profit non significa di bassa qualità». Grande soddisfazione anche da parte di Paolino Socciarelli, presidente di Modi di dire.
Valentina Ceccatelli
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