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Chi esalta Hitler, chi attacca omosessuali e nomadi

Chi esalta Hitler, chi attacca omosessuali e nomadi

PRATO. Facebook e politica, un mix esplosivo. Se non si riesce a gestirlo, allora il “giochino” può scappare dalle mani e bastano pochi secondi per ritrovarsi bombardati in una piazza virtuale...

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PRATO. Facebook e politica, un mix esplosivo. Se non si riesce a gestirlo, allora il “giochino” può scappare dalle mani e bastano pochi secondi per ritrovarsi bombardati in una piazza virtuale popolata da migliaia di utenti. Il consigliere comunale Auzzi (nella foto) è l’ultimo a cadere nella “trappola” dei social network. Dove tutti sanno tutto di tutti. «Se non sa controllarsi, allora è meglio che chiuda la pagina», è il consiglio che l’assessore Milone si è sentito di dispensare ieri pomeriggio al “suo” rappresentante in consiglio. Perché Milone ne sa qualcosa, essendo stato più volte salito alla ribalta nel periodo in cui maneggiava Facebook, prima di oscurare il proprio profilo (nel 2011). Chi non ricorda la sua frase choc nel settembre 2010 quando, mentre imperversava la polemica sui cinesi al Corteggio storico, bacchettò la Provincia perché «pretendevano la presenza di mafiosi cinesi nel Corteggio»? Anche in quella circostanza fu Marco Wong di Associna a tenergli testa con una sequenza di vari botta e risposta. La diffusione dei social network nell’era della giunta di centrodestra ha alimentato in questi anni un cocktail pericoloso di incitazione all’odio razziale e alla discriminazione. Il peccato originale su Facebook risale al novembre 2009, quando nel social network spuntarono come funghi gruppi come “Via i cinesi da Prato” e “Cinegro”, riferito al clochard asiatico che è solito lavarsi nella fontana del Bacchino. Dicembre 2010, tocca stavolta alla consigliera di Circoscrizione est Clarissa Lombardi dare il meglio di sé in tema di odio razziale. «Sono settimane che dico che i rom fanno vomitare», aveva scritto sulla sua pagina dopo che un rom le aveva rubato la borsetta. Lombardi ci guadagnò una tirata d’orecchie da parte del coordinatore Pdl Riccardo Mazzoni ma la consigliera ancora siede al suo posto. Un rompicapo per il Pdl furono anche le esternazioni del consigliere alla Ovest, Renato Montagnolo, dirigente di Casa Pound che attraverso Facebook fece sapere di aver brindato a Hitler il 20 aprile 2011 definendolo “l’ultimo imperatore d’Europa”. Il nostalgico del dittatore nazista creò non pochi imbarazzi nelle file del Pdl e fu messo alla berlina di nuovo da Mazzoni. L'elenco si allunga. Un’altra sparata virtuale fu quella inscenata nel giugno 2011 dall’ex consigliera della Circoscrizione centro Alessia Cambi (si è dimessa di recente ma per altri motivi), eletta sempre nelle file del Pdl, con un intervento a proposito dell’Aids e degli omosessuali. Fece poi un passo indietro chiedendo scusa alla comunità gay. In precedenza, nel gennaio 2011, era stato l'assessore Silli a firmare un'altra dichiarazione choc azzardando sul profilo di Fb un parallelismo da brividi, rispondendo al Comitato gay e lesbiche che lo invitava a unirsi al ricordo degli omosessuali sterminati sotto il regime nazifascista. Che l’assessore paragonò «alle migliaia di bambini che vengono uccisi nel ventre delle proprie madri con l’aborto». (m.l.)

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