Sicurezza
Banca Intesa beffata, da creditrice diventa debitrice
Due sentenze fermano le azioni ingiuntive dell’istituto e ricalcolano il conto della ditta fallita che torna in attivo
PRATO. Ha proposto una doppia azione giudiziaria per ottenere oltre duecentocinquantamila euro ma, a conclusione del procedimento, si è ritrovata a dover essere lei a pagarne ben 130mila.
E’ questo il singolare epilogo con cui si sono chiusi i procedimenti civili promossi da Banca Intesa nei confronti di due fideiussori che garantivano i debiti di una società fallita e che ha visto, alla fine, la società fallita creditrice e non debitrice della banca.
Ma andiamo per ordine. Le signore Chiara Magnisi e Daniela Sammarco, difesa dall’avvocato Stefano Lenzi, erano fideiussori del Maglificio Sammy di Sammarco Giampiero che diversi anni fa è fallito. La Banca Intesa, ritenendo di avere un credito nei confronti del maglificio ha promosso un’azione revocatoria di un bene immobile nei confronti di Chiara Magnisi e un decreto ingiuntivo nei confronti di entrambe le fideiussori, per un ammontare di circa 230mila euro. Il processo è iniziato sette anni fa ed ha raggiunto il suo epilogo nei giorni scorsi. In particolare i giudici Marinella Acerbi, che si è pronunciata sulla revocatoria dell’immobile, e Maria Novella Legnaioli, che si è pronunciata sulla revoca del decreto ingiuntivo, hanno accolto in pieno la tesi difensiva promossa dall’avvocato Stefano Lenzi, rigettando la promossa revocatoria e revocando il decreto ingiuntivo. Non solo, i periti nominati nel processo hanno potuto ricostruire gran parte delle movimentazioni del conto del Maglificio Sammy, almeno fino a quando la banca è stata in grado di fornire gli estratti conto. E da questo ricalcolo, con l’accoglimento della contestazione dell’applicazione di interessi anatocistici (ovvero gli interessi che si sommano al capitale e creano altri interessi) è emerso che in realtà Banca Intesa non era affatto creditrice della ditta fallita, bensì debitrice di circa centotrentamila euro. Due sentenze che hanno quindi fatto molto felici le due fideiussori che rischiavano di dover pagare un bel malloppo ma che faranno ancora più felici i creditori del Maglificio Sammy che, dopo il fallimento, si sono dovuti accontentare di poco o nulla e che ora potrebbero avere, se la legge lo consente, un ulteriore tesoretto a disposizione per coprire quei giusti crediti da loro vantati.
Gruzzoli che ovviamente Banca Intesa dovrà riporre sul conto corrente dell’azienda e mettere a disposizione del curatore fallimentare. Una sentenza che ha davvero dell’incredibile e che ha permesso ancora una volta di fare giurisprudenza sugli interessi anatocistici.
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