Finanza
Un aiuto per l’Emilia
Continua l’impegno dei carmignanesi per i terremotati
CARMIGNANO. Prima fermata: Rovereto sul Serchia, che sarà a “Calici di stelle” con i suoi vini. Seconda: San Martino in Spino. «E altre potrebbero aggiungersi» confessa Giancarlo Luzzi. Prosegue il viaggio della solidarietà di una trentina di carmignanesi, un paio di imprenditori, tanti giovani e tre o quattro associazioni nelle terre dell'Emilia, sconvolte dal terremoto due mesi fa. Tutto è iniziato il 16 luglio, con una festa a Rovereto e cinquecento persone a tavola: un modo diverso per aiutare chi vive ancora davanti casa in tenda o roulotte e in casa non sa quando potrà rientrare.
«Il terremoto si è portato via la quotidianità. Abbiamo provato a regalare un sorriso e il nostro cuore è ancora lì» dice Giancarlo, con la voce strozzata da un nodo alla gola. Tre giorni fa ci sono ripassati.
«E' iniziata la demolizione di centosessanta case, facile intuire cosa provino» spiega. Ma la festa lunedì sera era a San Martino in Spino, 700 abitanti nel comune di Mirandola, dove qualche casa è crollata ma soprattutto a venire giù sono stati i capannoni. Così anche la formula della festa è cambiata. A Rovereto tutti hanno mangiato gratis.
A San Martino gli emiliani hanno deciso di far pagare 10 euro e devolvere l' incasso alle famiglie senza tetto del paese e di altre due frazioni minuscole, Gavello e Tre Gobbi. Tutto l'incasso, con quasi 700 persone a tavola. Perché, anche in questo caso, i carmignanesi hanno offerto braccia e vivande: le pizze dei quattro “Spizzettando”, che per primi hanno lanciato l'idea, i vini di Carmignano di Consorzio e Pro Loco, gli insaccati delle macelleria Meoni di Carmignano e Marini di Agliana, l'aiuto di Caritas e Mater Caritas. E poi i volontari, tanti e giovani, che hanno fatto giocare i bambini e ballare tutti fino a tarda sera. Da San Martino sono tornati alle tre di notte. E il giorno dopo è stato tutto un fioccare di messaggi. Ringraziano gli emiliani. Sono orgogliosi i carmignanesi. «Un onore» scrive su facebook Elisa Cocchi.
«Un'esperienza che lascia il segno» aggiunge Francesca Mazzoni. «Due giornate meravigliose» conclude Giulia Saidi.
Walter Fortini
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