Il Tirreno

Prato

Andrea Barni lascia la presidenza della “Spola d’oro”

di Alessandra Agrati
Andrea Barni lascia la presidenza della “Spola d’oro”

«L’incarico all’Arci provinciale non mi permetterebbe di far bene anche alla Briglia. Una bellissima realtà»

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VAIANO. Lo statuto permetterebbe la doppia carica quella di presidente provinciale e di un circolo, ma Andrea Barni ha deciso di lasciare l’incarico alla Spola d’oro. «Credo che sia importante – ha commentato – dedicarmi a tempo pieno al nuovo incarico, ho già parlato con qualche consigliere e presto la discussione verrà portata all’ interno del consiglio».

Da sei anni Barni è il presidente del circolo Arci dellala Briglia e con la sua gestione è stata portata una ventata di gioventù; l’età media di metà dei consiglieri oscilla fra i 35 e i 45 anni, ma soprattutto il circolo è diventato un punto di aggregazione anche per le giovani famiglie. «Durante il mio mandato, con una gestione condivisa – spiega il residente – ho coinvolto tutte le associazioni di volontariato e non solo, attive sul territorio, in modo da avere una rete sempre presente e un dialogo aperto con tutti».

La struttura è così diventata il vero centro della frazione non solo per i momenti ricreativi, ma anche per dibattiti ed incontri. Barni è stato da sempre attento ai problemi dei brigliesi, intervenendo anche qualche mese fa, in modo pacato ma deciso sulla questione della chiusura della Coop. Il nome del successore non è ancora stata scelto, ma sicuramente l’impostazione resterà la stessa, visto l’ampio coinvolgimento dei consiglieri.

«Socialità, servizio – spiega il neo presidente provinciale – resteranno gli aspetti fondamentali». Del resto Barni, secondo quella che lui stesso definisce la legge francescana, una volta smessi i panni di presidente torna a fare il socio ordinario che rispetto al “capo” ha qualche onere in meno, ma lo stesso impegno.

Tra questi sicuramente non dovrà più occuparsi del bilancio, che comunque alal Spola d’oro è in attivo, visto la gestione virtuoso.

«Abbiamo sempre cercato non di spendere, ma di investire nella stuttura e anche nei servizi. Questo ci ha premiato». A dare un contributo anche lo zoccolo duro dei 60 volontari che si alternano alla pizzeria riservata esclusivamente ai soci del circolo.

«A prezzi contenuti ,visto il prezioso aiuto dei volontari – spiega Barni – permettiamo alle famiglie di andare in pizzeria senza spendere un patrimonio. Colgo anche l’occasione per fare un appello perché ancora più persone diventino soci, siamo in tanti ma servono ancora più braccia e menti».

Tra le maggiori soddisfazioni del presidente c’è proprio l’essere riuscito a fare stare insieme le persone, con l’intento anche di condividere alcuni “valori” tra cui quello di guardare a chi sta peggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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