Il Tirreno

Prato

Invasione di topi nel centro storico

di Maria Lardara
Invasione di topi nel centro storico

L’allarme dei commercianti. Asm chiamata un sabato mattina per un intervento urgente. Nessuna risposta dal call center

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PRATO. L’ultimo ha fatto capolino nella vetrina del negozio di articoli sanitari per la serata conclusiva dei giovedì di luglio. E vederlo spuntare all’improvviso, intorno alle 22.30, non deve essere stato per nulla piacevole. Fuori c’era il pienone di gente per lo shopping sotto le stelle, non abbastanza però da farsi sfuggire al buio l’avvistamento di un ratto. Grida dalla strada mentre la titolare della “Sanitaria Medical”, Cristina Linari, stava facendo provare degli indumenti alla clientela. Che non si è accorta di nulla. «Abbiamo tenuto le porte aperte per vedere se scappava. Così è stato - racconta la commerciante - perché a mezzanotte inoltrata abbiamo controllato bene ma l’animale non c’era più».

L’allarme ratti che fa infuriare tanto i commercianti risuona in un pezzo del “salotto buono” tra via del Serraglio, del Vergaio, Filippino e della Sirena. La difficile convivenza, quella con i roditori che sbucano dai tombini, va avanti ormai da un mese. «S’infilano nelle tubature, ho trovato un topo anche nel gabinetto - racconta Cristina - Capisco il caldo, ma un fenomeno del genere non si era mai verificato». Anche la titolare di Paoletti Bijoux in via Filippino ha visto dei ratti passeggiare tranquillamente per strada. «Sicuramente - fa notare - ad attirare questi animali è anche la spazzatura lasciata fuori anche dai ristoranti che non utilizzano i bidoni».

Intanto ratti e topi stanno seminando il terrore fra i commercianti tanto da costringerli a chiudere ogni via d’uscita. Nei giorni scorsi un topo si aggirava nei dintorni de "La Fattoressa" ma fortunatamente si è scontrato con la porta chiusa. La disavventura peggiore è però capitata ad Aurora Tiberi, proprietaria di un negozio di gomitoli in via del Serraglio. E' stata la prima a imbattersi in un ratto delle dimensioni di 50 centimetri un mese e mezzo fa. «Era un sabato mattina, ho provato a chiamare Asm per l’intervento ma il call center non era funzionante. Morale della favola: ho dovuto pagare profumatamente una ditta privata che ha provveduto a spargere colle e veleni per la derattizzazione dell'ambiente. Ad Asm ho mandato una raccomandata per chiedere un risarcimento. La risposta, giunta dopo un mese in forma scritta, è stata negativa e che comunque si era già provveduto alla derattizzazione di via del Serraglio». Non è stato semplice sbarazzarsi di quel ratto per la negoziante che ha tenuto abbassata la saracinesca per due giorni per poi rialzarla il lunedì successivo. A quel punto il roditore era morto ma la merciaia ha dovuto rimettere mano al portafoglio per ripulire e risistemare il negozio. «Un ratto “dispettoso” - racconta - ho dovuto buttare via diversi gomitoli e cambiare il registratore di cassa». E se a Stefano della macelleria Fedi capita di tanto in tanto vedere gli operatori di Asm sistemare delle esche contro roditori alle griglie dei tombini, la consigliera comunale del Pd Ilaria Santi che abita nella zona scende sul piede di guerra. Perché se la disinfestazione su aree private è a carico del commerciante, quella su area pubblica (come riportato anche sul sito di Asm) e il monitoraggio della rete fognaria (la collocazione di esche avvelenate nelle caditoie) spettano alla municipalizzata. «Questa giunta parla tanto di salotto buono e poi assistiamo a questi fatti - dice - Prato vuole porsi come città proiettata al futuro ma poi di sabato mattina tutti gli uffici pubblici sono chiusi»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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