“Triangolo nigeriano” stop alla vendita di alcolici
Terza ordinanza del sindaco nell’arco di due anni: il divieto abbraccia le 24 ore Cenni e l’assessore Caverni: «Si ripetono troppi atti di violenza e degrado»
PRATO. Non c’è due senza tre. Ed ecco, infatti, la nuova ordinanza, appunto la terza nell’arco di due anni, firmata ieri pomeriggio prima dal prefetto e quindi dal sindaco Roberto Cenni, che blocca la vendita e la vendita per asporto di alcolici, durante tutte le 24 ore della giornata, nel cosiddetto “triangolo nigeriano”: via Pier Cironi, via Canto alle Tre Gore, via Santa Margherita. «Un provvedimento - spiega l’assessore alle Attività Produttive Roberto Caverni -che si è reso necessario dopo gli ulteriori atti di violenza e di disturbo alle quiete pubblica che si sono verificati». Lungo l’elenco: risse, anche con feriti come accaduto non più tardi del 22 luglio scorso, schiamazzi, bottiglie rotte utilizzate come armi, cocci per terra, sudiciume, deiezioni lungo la strada. Episodi causati, per la maggior parte, da individui - stranieri e italiani - pieni fino agli occhi di birra. Acquistata proprio nei negozietti, spesso gestititi da extracomunitari, che sono spuntati come funghi nelle tre strade. Per la giunta Cenni una situazione ormai insostenibile.
«Si tratta - spiega il sindaco - di una zona del centro storico degradata da molti anni e che sta continuando a dare problemi nonostante i controlli e i provvedimenti già assunti. Per questo era necessario un atto amministrativo che disincentivasse l’uso e l’abuso di alcol, alla base di molti problemi di degrado ma anche di ordine pubblico, che si sono verificati in zona». Un provvedimento che anche l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone ha fortemente caldeggiato.
Fino al 31 ottobre prossimo nessun negozio, in sede fissa o artigianale, presente nelle tre vie, potrà, nell’arco della giornata, vendere vino, birra o super alcolici. L’ordinanza che si richiama alle prerogative dei sindaci in materia di sicurezza urbana (articolo 54 del testo unico degli enti locali) e alle successive modifiche (2008) del ministero degli Interni, non limita le aperture dei negozi ma impone esclusivamente il divieto di vendita. Escamotage importante affinchè questa nuova ordinanza possa avere vita più lunga delle altre. La prima, marzo 2010 (che riguardava anche via Magnolfi), è stata impugnata e vinta dal Bar Andrei: il Tar ha infatti cassato i limiti imposti di apertura e chiusura degli esercizi (alle 20 stop alla somministrazione, chiusura definitiva alle 22). L’ordinanza successiva (nella quale era compresa anche via San Giorgio) del febbraio 2011non ha avuto vita migliore: imponeva l’apertura dei negozi alimentari alle 7 e la loro chiusura alle 20. In questo caso a disinnescare il provvedimento è stato il decreto sulle liberalizzazione degli orari dei negozi del governo Monti. Nella terza ordinanza: orari liberi ma vincoli sugli alcolici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
