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Prato

EMERGENZA ALLOGGI

Coppia sfrattata costretta a vivere dentro un’auto

di Alessandra Agrati
Coppia sfrattata costretta a vivere dentro un’auto

VAIANO. Velia, insieme al marito, alla figlia e al cagnolino da una settimana vive in auto, ha ricevuto lo sfratto il 19 luglio dall’abitazione dove viveva ma finora non è riuscita a trovare un...

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VAIANO. Velia, insieme al marito, alla figlia e al cagnolino da una settimana vive in auto, ha ricevuto lo sfratto il 19 luglio dall’abitazione dove viveva ma finora non è riuscita a trovare un nuovo alloggio.

«Mio marito è disoccupato da dicembre - spiega - io sono stata operata di tumore e non posso lavorare, mia figlia non trova nulla. Un nucleo familiare così composto ovviamente non è in grado di dare nessuna garanzia ai padroni di casa». Eppure qualche spiraglio la scorsa settimana c'è stato. «Dopo essermi rivolta invano ai servizi sociali e alle associazioni di volontariato per avere un aiuto, avevo trovato un alloggio a Vernio, avevo già le chiavi ma all' ultimo minuto la proprietaria ha deciso di affittarlo a una famiglia cinese a cui non importava di fare piccoli lavori di manutenzione per rendere dignitosa l'abitazione, cosa per noi essenziale tanto che avremmo provveduto noi stessi a farne una parte». La ricerca della casa è iniziata qualche mese fa, con l'avvicinarsi della data dello sfratto. «L'assistente sociale - continua Velia - mi ha detto che non poteva darmi una casa popolare e che avrebbe potuto al massimo pagarmi un mese di affitto, così mi ha consegnato un biglietto da visita di un'agenzia immobiliare di Vernio».

In realtà alla famiglia, prima dell' alloggio a S. Quirico, era stato proposto un appartamento di due vani a 580 euro che però era praticamente un magazzino con vecchi mobili accatastati.

«Non potevamo andare a vivere in quel posto - spiega Velia - l'affitto era troppo alto inoltre avrei dovuto portare la mia cucina e lasciarla li anche a fine contratto».

A mettere ulteriormente i bastoni fra le ruote, una telefonata anonima che avvertiva l'agenzia dell' instabilità economica del nucleo famigliare. «Credo che nel 2012 non si possa vivere in macchina, lavarsi alle fontane e arrangiarsi a mangiare a panini, il Comune e le associazioni dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza prima di prendere certe decisioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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