Sicurezza
Metteva polpette al veleno sulla ciclabile
Denunciato sessantaduenne. È accusato di aver provocato la morte di cinque cani: l’ultimo è stato la piccola Ida
PRATO. Dopo due mesi di indagini la polizia provinciale e i carabinieri di Vaiano hanno denunciato un uomo di 62 anni originario di Perugia, sospettato di aver avvelenato almeno cinque cani in Valdibisenzio, l’ultimo sulla pista ciclabile alla Briglia.
«Sono molto soddisfatta dell’ impegno che le forze dell’ ordine hanno dedicato a questi casi – ha sottolineato il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi - dimostrando di non sottovalutare un problema che era anche di ordine pubblico».
I bocconi avvelenati, infatti, erano stati sparsi anche lungo la pista ciclabile all’ altezza della Briglia, diventando pericolosi anche per i bambini che vanno a giocare in quella zona. Nulla si sa sull’ uomo denunciato se non che vive in Vallata e che durante la perquisizione nella sua abitazione sono stati trovati una trappola per la cattura di animali, non a norma di legge, e alcuni pezzi di carne, che sono stati sottoposti ad analisi di laboratorio e che potrebbero essere uguali a quelli utilizzati i per uccidere i cani. I sospetti si sono concentrati abbastanza presto sull’ uomo, che secondo le numerose denunce presentate, più volte è stato visto in prossimità della pista ciclabile.
Il reato che si potrebbe configurare è quello di uccisione e maltrattamento di animali. Poche informazioni anche sul movente che potrebbe essere dettato da un grande odio verso cani, oppure da qualche forma di deviazione mentale che si focalizza sugli amici dell’ uomo.
I casi di avvelenamento da gennaio a maggio si sono moltiplicati in tutta la bassa Val di Bisenzio, da Schignano sono arrivati fino alla Briglia; per tutti la stessa modalità un pezzo di carne avvelenato che procurava una morte lente e orribile.
La prima denuncia è stata fatta a Sofignano nel mese di gennaio, nella zona del frantoio, dove un cane è stato avvelenato all’ interno del giardino in cui viveva.
I primi sospetti, sollevati dagli stessi padroni, erano caduti sui cacciatori, visto che i terreni dove si trovavano gli animali erano in territorio di caccia, ma poi gli episodi si sono ripetuti anche nei mesi successivi e in zone diverse.
L’ultimo alla Briglia denunciato da un cinquantenne, dove qualche settimana prima era toccato a Ida, la cagnetta di un pensionato, che ormai era diventata la sua inseparabile compagna da oltre dieci anni. Spesso gli animali colpiti appartenevano ad anziani che ogni giorno percorrevano lo stesso tratto di strada alla medesima ora. Un episodio che aveva creato molto dispiacere tra i conoscenti del proprietario e in tutti quelli che amano gli animali. Anche il Tirreno aveva raccontato la storia della cagnolina.
Un bersaglio abbastanza facile visto la consuetudine dei gesti; fermata per fare la pipì, corsa per sgranchire le zampe, sosta dal fornaio, ritorno a casa.
Il potente veleno, realizzato in modo artigianale e nascosto all’ interno di bocconcini di carne, provoca la lenta paralisi degli organi vitali , conducendo la bestia nel giro di poche ore a una morte atroce. I veterinari non avevano avuto dubbi né per Ida né per gli altri animali si trattasse di avvelenamento.
Il veleno avrebbe potuto agire anche sugli uomini, per questo, non solo i proprietari dei cani, ma anche le mamme erano molto preoccupate. Ora tutti sono più tranquilli, i cani potranno tornare a correre sulla pista ciclabile e i bambini a giocare.
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