Proteste
«Da cinque anni non pago la Tia»
Il titolare del cinema Eden investe nel digitale e polemizza con Asm
PRATO. Cara vecchia celluloide, ormai è venuto il momento dell'addio. Con l’ultimo ciak delle 21.15 sul film “Cena fra amici”, stasera andrà in pensione definitivamente al cinema Eden la pellicola. Tranquilli, questo non significa che la storica multisala di via Cairoli stia per abbassare la saracinesca. Anzi. Non solo ci ha ripensato Eros Ossani, patron del centralissimo Eden, che al Tirreno aveva annunciato mesi fa di volersi trasferire in periferia, ma ha deciso di aprire il portafoglio per investire ancora una volta nella sua struttura.
Precorrendo i tempi (c’è tempo tutto il 2013 per abbandonare il vecchio formato), ha deciso di convertirsi alla tecnologia digitale provvedendo alla sostituzione degli impianti anche nella sala 2, quella dove finora rimaneva in piedi la vecchia pellicola. L’Eden così è la prima sala dentro le mura dove lo switch off dalla pellicola analogica al supporto digitale (in alcune sale dei multiplex Omnia Center e Uci invece la pellicola rimane) diventa realtà. Totale dell’investimento: circa 200mila euro per adeguare tutte e tre le sale (il digitale era stato già montato nella sala 1 e 3) per cui Ossani ha dovuto accendere un mutuo. Una boccata d’ossigeno è arrivata già da un bando ad hoc della Regione Toscana: intanto per la sala 1 Ossani ha ricevuto 40mila euro. «Non sono uno che sta fermo. Sono in centro da 12 anni e non me la sentivo di abbandonare un pubblico di affezionati che continua a regalarmi soddisfazioni. Credo nel mio cinema, ma non in questo centro storico che vedo ridursi sempre peggio per colpa di chi ci amministrava ieri e di chi ci amministra oggi».
Ossani chiuderà il 5 agosto per montare i nuovi impianti e riaprirà il 21 per l’anteprima tutta in digitale dell'attesissimo “Batman”. Niente ferie per lui, per il terzo anno consecutivo. Intanto il trend dell’ultima stagione è stato positivo: 40mila biglietti staccati e un incasso di circa 270mila euro. «Ho quattro figli e vivo in affitto: da imprenditore preferisco reinvestire i guadagni nella mia attività, per stare al passo coi tempi della tecnologia e offrire allo spettatore un prodotto migliore, soprattutto a livello di qualità d’immagine». Originario di Imola ma ormai pratese d’adozione, Ossani si autodenuncia lanciando una provocazione. «Uno che investe dovrebbe poter usufruire di una politica di defiscalizzazione da parte degli enti locali. Invece, secondo il Comune, io dovrei pagare tremila euro di Tia all’anno. Beh, sono cinque anni che non la pago nonostante la bolletta a ogni scadenza continui ad arrivarmi. Mandai a suo tempo una lettera di protesta ad Asm. Ogni sera faccio a malapena un sacco di spazzatura: perché la tariffa me la calcolano, non in base alla spazzatura prodotta, ma alla superficie del locale?» A breve i film in pellicola sul mercato scarseggeranno e tutte le piccole sale faranno i salti mortali per adeguarsi a spese proprie al digitale. «Mi sono proposto al cinema Borsi per partecipare alla gestione della sala di via san Fabiano, qualora avessero difficoltà a passare al nuovo corso». (m.l.)
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