Il Tirreno

Prato

La società Omnia fallisce in 34 perdono tutto

di Ilenia Reali
La società Omnia fallisce in 34 perdono tutto

Avevano acquistato le case di via del Ferro e di via Marcovaldi Ogni famiglia aveva versato dagli 80 ai 150.000 euro di acconti

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PRATO. L’azienda è stata dichiarata fallita il 12 luglio. E con la società immobiliare Omnia di Prato sono naufragati i sogni di 34 famiglie pratesi che avevano acquistato appartamenti e terratetti.

Nei giorni scorsi gli avvocati che li rappresentano gliel’hanno detto chiaro chiaro: «Non vi aspettate di vedere indietro nè i soldi versati nè le case. C’è un’ipoteca delle banche e quel che c’è va prima a loro che hanno un privilegio».

Punto. E punto vuol dire in alcuni casi aver rovinato dal punto di vista economico le famiglie che su quelle case avevano buttato i risparmi della vita e che avevano preso dei mutui. Tutti avevano pagato acconti a stato di avanzamento lavori che oscillano da 80 a 120.000 euro.

La storia va avanti ormai da tempo (i contratti erano stati fatti da alcuni anni su licenze precedenti alla norma di tutela degli acquirenti) e già la società aveva presentato un concordato al 10,28%. Poi naufragato nei giorni scorsi.

«Ci sono famiglie che negli anni - racconta uno degli acquirenti - si sono rovinate. Coppie che si sono separate perché davanti a problemi così è difficile non litigare, non farsi prendere dalla disperazione. Abbiamo versato decine di migliaia di euro e ora ci troviamo senza niente in mano. Anzi, coi debiti fatti per acquistare queste case. Sì, è vero ci siamo fidati acquistando dall’immobiliare ma avevamo davanti un imprenditore pratese con tante società e da tempo nel settore. Non credevamo potesse finire così. E invece noi siamo rovinati e lui continua a viaggiare su macchine lussuose».

Il grosso del danno è stato fatto nell’area del Valdarno dove gli appartamenti lasciati incompiuti sono quasi un centinaio. Qui a Prato sono una trentina: una parte in via del Ferro dove gli alloggi sono finiti (alcune famiglie ci hanno già portato i mobili) e altri in via Goggi Marcovaldi dove il cantiere è fermo all’80 per cento dei lavori.

Una storia che alcuni acquirenti hanno deciso di raccontare. Anche per mettere in guardia chi sta acquistando e acquisterà delle case. «Per noi, del resto, non c’è più niente da fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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