Il Tirreno

Prato

Cacciato per lo sfratto dato al vecchio inquilino

L’incredibile vicenda di Luigi Moretti che da novembre 2010 vive in un alloggio di Poggio costretto a pagare l’affitto in nero, in contanti e senza alcuna ricevuta

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Neppur il miglior sceneggiatore avrebbe potuto scrivere una storia come quella di Luigi Moretti, che dovrà lasciare l’abitazione perché il precedente inquilino è stato raggiunto da un provvedimenti di sfratto esecutivo.

Luigi vive a Poggio a Caiano. Il 1° novembre del 2010, entrò nell’alloggio che occupa attualmente. 600 euro al mese, nessun contratto, pagamento in contanti, in nero, tranne la ricevuta del primo mese, ma «con l’assicurazione che mi avrebbero consegnato le ricevute, che ho più volte sollecitato - spiega Luigi - senza peraltro avere risposta».

Anche il contratto, più volte promesso, non arriva.

Prima di lui, nell’abitazione viveva un signore che da tempo non pagava l’affitto; lo stesso inquilino, il 28 ottobre 2010 aveva inviato la disdetta dell’alloggio. Il 1° novembre, dunque, Moretti entra nell’appartamento di Poggio. Due giorni dopo l’accordo, la proprietà avvia le procedure di sfratto nei confronti del vecchio inquilino con richiesta di liberazione dei beni ancora presenti. La sorpresa è grande: perché l’atto quando era già stato raggiunto l’accordo col nuovo inquilino e perché la richiesta di rendere libero l’alloggio dal momento che la proprietà sapeva benissimo che in quelle stanze non c’era rimasto niente? Lo sfratto viene fissato per l’agosto 2011.

Moretti, tramite il Sunia, contatta l’ufficiale giudiziario che sospende lo sfratto. La proprietà insiste e ottiene una nuova esecuzione di sfratto per il 3 novembre 2011.

Nel frattempo, però, Luigi ottiene dall’Ufficio delle entrate la registrazione unilaterale del contratto e con quel foglio si presenta alla cancelleria del Tribunale dove lo deposita: il presidente del Tribunale firma un’ordinanza in cui stabilisce di procedere nei confronti del vecchio inquilino ma di sospendere ogni azione nei confronti di Moretti.

Il giorno stabilito per lo sfratto, l’ufficiale giudiziario si presenta all’appartamento e, forte dell’ordinanza, dichiara che l’immobile deve essere liberato da ogni proprietà del precedente inquilino e che nei confronti di Luigi Moretti, non può procedere perché non è parte in causa nello sfratto. «A quel punto - ricorda Luigi - decido di presentare il titolo ottenuto dall’Agenzia delle entrate affinché venga ratificato e riconosciuto». La tempesta sembra essersi calmata e fino a maggio Moretti continua a versare i 600 euro al mese senza ottenere mai una ricevuta: «La proprietà - spiega Moretti - non riconosce il contratto delle Entrate, ma continua a riscuotere l’affitto in nero».

Nel maggio scorso, il legale avverte Luigi: la proprietà ha presentato una richiesta di sfratto. Il giudice, ignorando l’ordinanza del presidente, decide di procedere con lo sfratto nei confronti del precedente inquilino. Lo sfratto viene fissato per luglio scorso, poi prorogato al 5 agosto. Nel frattempo, Moretti ha presentato un reclamo al Collegio del Tribunale su due questioni: lo sfratto ottenuto contro altre persone colpisce anche un terzo soggetto; in attesa della decisione del Tribunale sulla validità del contratto di locazione effettuato dall’Agenzia delle entrate, perché non rimandare ogni decisione a dopo la sentenza? «Mi appello alla sensibilità del Tribunale - dice Moretti - per restituire equilibrio a questa vicenda, concedendo almeno la sospensiva del provvedimento o il diritto al rispetto del contratto ottenuto per legge». (a.v.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web