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A Calenzano sequestro di borse contraffatte

A Calenzano sequestro di borse contraffatte

CALENZANO. Oltre 13mila borse contraffatte, per un valore di circa 340.000 euro. A tanto ammonta il valore della merce sequestrata dall'ufficio delle Dogane di Firenze nel magazzino di una ditta...

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CALENZANO. Oltre 13mila borse contraffatte, per un valore di circa 340.000 euro. A tanto ammonta il valore della merce sequestrata dall'ufficio delle Dogane di Firenze nel magazzino di una ditta cinese nel comune di Calenzano.

I dati sono stati annunciati ieri alla conferenza stampa nella sede dell'ufficio in via Panciatichi a Firenze, dove è stato mostrato un campionario delle borse e della valigeria rinvenuta, che riporta le griffe e imita i noti brand del circuito della moda internazionale: Louis Vuitton, Gucci, Pollini, Alviero Martini, e i personaggi del mondo Disney enterprises inc. “Marie” e Cartoon Network inc. “Ben 10”.

L'operazione, come ha spiegato il dottor Culla, ha tratto origine dall'analisi di alcuni flussi di merce anomali, rinvenuti attraverso l'utilizzo dei sistemi informatici e un'indagine tecnica del materiale sul territorio. Una volta risaliti a alcune sospette frodi fiscali riguardo una ditta di proprietà di una cittadina cinese, è partita la richiesta al pubblico ministero per il sequestro del magazzino, all’interno del quale è intervenuto il team antifrode con a capo la dottoressa Gasparri. È stata proprio la dirigente a spiegare che il locale era di vastissime dimensioni ed interamente riempito di numerosi e differenti tipi di pelletteria. Una volta dentro, la squadra ha avviato un vero e proprio lavoro certosino analizzando i capi uno ad uno, con un check generale. Una volta terminato l’esame, la stessa maison Gucci è stata chiamata per fare una perizia sui colli sospetti. La cittadina cinese rappresentante della ditta, è stata poi denunciata alla Procura della repubblica per il reato di detenzione per la vendita di prodotti contraffatti.

E' stata quindi un'azione di tipo repressivo, avvenuta con tempi veloci (una decina di giorni in tutto) che ha permesso lo smascheramento tempestivo dell'azienda.

Anche il comandante interregionale per la Toscana, la Sardegna e l'Umbria, dottor Brosco, si è dimostrato soddisfatto per l'operato. Ha concluso infatti, ricordando che era diverso tempo che non si sequestravano tali quantitativi di merce contraffatta, e questo tipo di materiale, sebbene sia sicuramente partito dall'estero, non èancora chiaro come arrivi in Italia. Verosimilmente, si crede al 90% del materiale sbarchi al porto di Livorno. Proprio questa pista è quella che l’ufficio della Dogana fiorentina sta approfondendo.

Marialuisa Cappelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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