La manifestazione
Lavori pubblici bloccati, ira del Comune
Sindaco e assessore di Carmignano: «Situazione insostenibile». Fermi la piscina, il centro didattico e la nuova piazza
CARMIGNANO. Rassegnatevi ed aspettate: fino a quando difficile dirlo. Tutta colpa del patto di stabilità che non permette ai Comuni di pagare, anche quando i soldi in cassa ci sono e la spesa è stata autorizzata, e di una spending review che togliendo ulteriori risorse ha aggiunto sale a ferite già doloranti. Sta di fatto che la piscina di Comeana, che avrebbe dovuta essere già conclusa, non si sa quando potrà essere finita: ennesimo bastone tra le ruote ad un'opera di cui si parla da trent'anni. I lavori al centro didattico di Artimino, appendice del museo inaugurato l'anno scorso, sono proprio fermi; ed anche la nuova sistemazione di piazza Vittorio Emanuele II e piazza Matteotti a Carmignano, con un cantiere aperto da un anno, procede a rilento. Lavori infiniti. Lavori fantasma. Opere grandi ed opere piccole. Già in corso o da iniziare. «I pagamenti sono fermi. Abbiamo già sforato il patto di stabilità per il 2012, 1 milione e 300 mila euro di investimenti, anche perchè avevamo fatture arretrate che ci trascinavamo dall'anno scorso. I prossimi pagamenti non potremo farli prima di gennaio o febbraio» ammette sconsolata il vice sindaco ed assessore ai lavori pubblici, Elisa Drovandi. Così i lavori avviati procedono, ma solo fino a quando l'azienda riesce a tenere entro il limite di guardia lo scoperto, oppure accetta di rivendere il credito alle banche, ma rimettendoci qualcosina in termini di interessi sull'anticipo, sia pur a tassi calmierati grazie agli accordi che Regione e Comune hanno stipulato. Altrimenti i lavori si fermano. «E non ci sono solo opere che, pur con qualche disagio, possono aspettare. Ci sono anche interventi inderogabili» prosegue l'assessore. Qualche esempio? I lavori di regimazione delle acque al cimitero di Seano, 50-70 mila euro di spesa. «Abbiamo fatte le esumazioni in tutta corsa. Se li rimandiamo a gennaio non sapremo dove seppellire» spiega. C'è anche il consolidamento di via Baccheretana: 52 mila a seguito di un cedimento. «Se aspettiamo – dice Drovandi – rischiamo che il danno (e la spesa) siano molto maggiori». Rinviata a fine anno anche l'asfaltatura di via Arrendevole ed altre strade. Una situazione insostenibile, soprattutto per le aziende che i lavori li hanno già fatti ed aspettano di essere pagate. Ieri due si sono presentate in Comune. Si spera, con poca convinzione, in un decreto del governo. «Altrimenti quasi quasi violo il patto di stabilità» la butta lì il sindaco Doriano Cirri, reduce ieri dalla protesta a Roma dei primi cittadini. Solo una battuta per ora, ma potrebbe essere la soluzione. Almeno per pagare chi altrimenti rischia di fallire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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