Il dolore
Controllo antisismico dei capannoni Progetto dell’Unione
Cavicchi: «Prato diventerebbe un distretto più appetibile» Dalla Banca popolare di Vicenza un plafond di 10 milioni
PRATO. Sul rischio sismico, per gli industriali è arrivato il momento della prevenzione. Il terremoto in Emilia di due mesi fa è stato un monito severo anche per Prato, un territorio in cui il pericolo di scosse è indubbiamente elevato.
L'Unione Industriale si è rimboccata le maniche trovando una sponda ideale nella Banca Popolare di Vicenza e nella fondazione Cariprato. Dalla mente di Antonio Lucchesi, industriale nonché membro del consiglio d'amministrazione della fondazione, è partita “Pratoantisisma” l'idea di stimolare tutti gli iscritti dell'Unione a far controllare la tenuta degli immobili della propria azienda, intervenendo laddove necessario a puntellare l'edificio.
«Avere costruito secondo le regole è fondamentale, ma si può anche andare oltre – racconta Lucchesi –. Gli edifici a norma possono essere migliorati con interventi ordinari. È una soluzione pragmatica, profondamente connaturata all'animo pratese».
Pieno è il coinvolgimento degli ordini professionali competenti in materia edile. Gli architetti e i geometri daranno la loro mano. Inoltre, per “Pratoantisisma” sarà messo a disposizione un pool di ingegneri, a cui spetterà il compito di decidere se e come intervenire per la messa in sicurezza dei capannoni.
«In questi casi – mette in chiaro Paolo Spinelli, presidente dell'ordine degli ingegneri – l'intervento più semplice consiste nel fissare meglio le travi al pilastro. Succede spesso nei terremoti che la trave scivoli via dal pilastro perdendo l'appoggio e causando, così facendo, un crollo strutturale».
Sicuramente gli immobili nel mirino del rischio sismico sono soprattutto quelli costruiti prima dell'entrata in vigore delle norme stringenti del 1985 e, quindi, particolare attenzione verrà dedicata al Macrolotto 1, dove si trovano gli edifici più datati del distretto. L'angolo di osservazione non si fermerà comunque qui. In quanto anche i capannoni più recenti possono soffrire nella tenuta sismica. Fatto che consente a Spinelli di descrivere l'ipotesi progettuale di Lucchesi in chiave di un cambiamento culturale e non solo di un adeguamento agli standard normativi più rigorosi.
«Quando un industriale deve manutenere un immobile deve aver chiaro di occuparsi oltre che dell'antincendio o del risparmio energetico anche della sua resistenza ad una scossa. Il costo dell'investimento verrà recuperato in un incremento notevole della sicurezza».
Concetto sottolineato dal presidente dell'Unione, Andrea Cavicchi: «Prato potrebbe diventare un distretto ancor più appetibile grazie a questa cultura per la sicurezza degli immobili industriali. Una sorta di modello esportabile nel resto d'Italia».
La Banca Popolare di Vicenza metterà a disposizione per finanziare le opere di messa in sicurezza un plafond di 10 milioni di euro per gli imprenditori con la formula del credito agevolato. «Da parte della banca c'è stata da subito un'adesione convinta – afferma Daniele Mannocci, dirigente regionale della BPVi. Pensiamo con questa cifra di finanziare circa 200 interventi».
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