Finanza
Anno di austerity per le scuole superiori
Nuovi tagli statali alla Provincia: bloccato il cantiere del Dagomari , bollette a rischio, niente più manutenzione ordinaria
PRATO. «Le scuole superiori in settembre riapriranno. Ma speriamo che nemmeno un banco si rompa perché soldi per sostituirlo non ce ne saranno». Parola di Ambra Giorgi, vicepresidente della Provincia e dell’assessore ai Lavori pubblici Ivano Menchetti.
Oltre novemila studenti spalmati su una decina di istituti superiori affronteranno, alla riapertura delle scuole, un anno di austerity vero: manutenzione bloccate, cantieri pure. Il problema riguarda i tagli statali imposti alle Province, ulteriormente aggravati da un nuovo colpo di scure: 3 milioni e mezzo di euro in meno, 190mila euro solo sul capitolo scolastico, che la Provincia dovrà restituire allo Stato - a bilancio già chiuso e quindi da riconfezionare - dopo la verifica sulle spese intermedie, uno dei capitoli della spending review. Si tratta di quelle voci relative al funzionamento ordinario della macchina ma dentro le quali compaiono il trasporto pubblico locale e le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. «Proprio quelle - spiega Menchetti - che hanno portato al computo di una cifra così alta a carico della Provincia di Prato».
Cosa accaddrà in settembre? Prima di tutto dovrà essere bloccato il cantiere del Dagomari (per oltre un milione di euro) e col quale la Provincia stava realizzando uno spazio polivalente (biblioteca, aula magna, laboratori, palestra e locali per la didattica). I lavori avrebbero dovuto terminare prima dell’apertura delle scuola ma slitteranno a gennaio: impossibile - anche per il combinato disposto tra il patto di stabilità e i nuovi tagli - pagare le imprese che lavorano. Situazione aggravata dall’accorpamento in atto con una parte dell’istituto Datini che porterà nuovi studenti al Dagomari.
Altro capitolo a rischio è quello della manutenzione straordinaria: le risorse sono congelate. Di conseguenza non si potranno fare riparazioni (appunto banchi o infissi rotti non verranno sostituti), nè tantomeno di potranno acquistare nuovi arredi. Difficoltà anche nel pagamento delle bollette di luce, acqua e gas per il riscaldamento se le utenze dovessero aumentare.
Alla situazione di oggettiva precarietà economica dell’ente si aggiunge il fatto che sono rimaste efficaci le leggi che impongono l’efficentamento energetico e gli adeguamenti antisismici. «I controlli negli edifici sono in fase di ultimazione - spiegano Menchetti e Giorgi - Poi dove necessario si faranno i progetti di adeguamento. Ma lì ci si dovrà fermare perché sarà impossibile impegnare i soldi necessari». Infine a rischio di scomparsa definitiva tutti quei progetti “di rete” con la Regione e con i Comuni, per l’accoglienza e l’inserimento di studenti stranieri, per l’offerta formativa e contro l’abbandono scolastico. «Progetti - conclude Giorgi - che vedevano Prato all’avanguardia in Italia».
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