Il Tirreno

Prato

Un “manifesto” per le imprese di Prato

di Maria Lardara
Un “manifesto” per le imprese di Prato

Commercianti e artigiani criticano la giunta Cenni. Potenza: «Nessuna strategia di sviluppo». Il documento a Rossi

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PRATO. Dentro ci mettono un po’ di tutto: da alcune “patate bollenti” del governo Monti, come la richiesta di abbattimento dell’Imu e la lotta all’evasione fiscale, fino a temi più caldi e declinati in chiave locale che gettano una luce sinistra sull’operato della giunta Cenni.

La loro agenda delle priorità racchiusa in nove punti si chiama “Manifesto per le imprese di Prato”: a sottoscriverlo sono le associazioni artigiane (Cna e Confartigianato) e quelle dei commercianti (Confcommercio e Confesercenti) che fanno capo a Rete Imprese Italia. Documento che le categorie economiche consegneranno oggi a Firenze al governatore Enrico Rossi con cui avranno un colloquio.

Nove punti, tanto per iniziare. Per poi costruire, mattone dopo mattone, una piattaforma di rivendicazioni che, in vista di settembre, andrà a riempirsi di contenuti grazie anche alla pagina aperta su Facebook di Rete Imprese. L’obiettivo è organizzare per settembre una grande manifestazione dalla vasta risonanza che richiamerà a Prato il presidente nazionale di Rete Imprese, Giorgio Guerrini. Intanto, con l’attuale giunta, artigiani e commercianti non ci vanno morbidi. Anzi. Nel dare la pagella all’operato del sindaco Cenni provano a suonare la sveglia all'esecutivo della città. «Intorno al piano strutturale potevamo avere un confronto più proficuo e costruttivo che invece è mancato - lamenta il presidente di Rete Imprese Prato Anselmo Potenza - Uno strumento così importante non può essere soltanto un insieme di norme stilate nelle stanze del palazzo: manca un’idea di sviluppo della città, una visione organica che non vediamo ancora dopo tre anni di giunta Cenni. Al di là dell’iniziativa lodevole di qualche assessorato, non vediamo una linea strategica di sviluppo del territorio. Questo secondo scorcio di legislatura dovrebbe essere colto per "rimediare": quale l’idea di sviluppo economico che si delinea per il futuro di Prato? Quali funzioni aggiuntive, quale il suo ruolo nell’area metropolitana? Mancano due anni alla fine di questo mandato: c’è ancora tempo per recuperare» . Sul capitolo aeroporto, il mondo della piccola impresa ha idee chiare. «L’aeroporto di Firenze va potenziato nell’interesse stesso delle nostre aziende», incalza Potenza anche se, come fa notare Alessandro Giacomelli (presidente della Confesercenti) «non ha senso costruire il grande aeroporto se da Prato occorrono 50 minuti per andare a Firenze». In linea più generale, la piattaforma di Rete Imprese Italia entra nel vivo delle discussioni che animano il dibattito economico, sullo sfondo di un’Italia in condizione di profonda sofferenza. «Non c’è alcuna possibilità di risanamento senza ripresa economica - si legge nel manifesto - E la ripresa economica stenta se non si riparte dall’economia locale e non si riconosce il ruolo della piccola impresa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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