Lutto
Nuove province, per il Governo capoluogo nella città più popolosa
L’interpretazione della delibera dell’esecutivo dopo una giornata di caos. Possibile un ente da Prato fino a Massa Carrara
Il rebus è stato risolto (almeno per il momento) solo alle sei di sera. Quando il prefetto di Livorno, Tiziana Giovanni Costantino, dopo aver parlato con Roma, ha chiarito il senso del comma 6 della delibera governativa sul riordino delle province: quello che stabilisce quale sarà il comune capoluogo. L’interpretazione corretta è quella che la scelta cadrà sul comune della nuova provincia con la popolazione maggiore. Durante la giornata, però, era circolata anche un’altra versione: che a determinare il capoluogo sarebbe stata la popolazione delle province da unire.
E così, nell’accorpamento Livorno-Pisa sarà la città labronica a comandare. Ma non basta: nella delibera sta anche scritto che nessun accorpamento è possibile con le province che si trasformeranno in città metropolitane. Questo, nel caso della Toscana, significa che Prato non può andare con Firenze. E così, visto che Prato e Pistoia non hanno i requisiti per creare una Provincia autonoma, è probabile una provincia che tenga insieme Prato, Pistoia, Lucca e Massa Carrara. Un ente che avrebbe come capoluogo la città laniera, proprio in virtù di quanto contenuto nel comma sei del documento.
. Ma la questione resta aperta perché la commissione bilancio del senato potrebbe avocare al Parlamento la decisione dei criteri di scelta del capoluogo delle nuove province. La partita, dunque, potrebbe essere ancora aperta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
