La manifestazione
Lavoratori dipendenti crollo a picco dei salari
A Prato in media il reddito di operai e impiegati è diminuito di 211 euro Aumentate invece le buste dei pensionati e del pubblico impiego
PRATO. I redditi dei lavoratori dipendenti sono in caduta libera. La crisi economica colpisce le buste paga: il valore medio dei redditi è infatti calato di 211 euro nel 2011 sulle dichiarazioni del 2010 rispetto all’anno precedente su quelle calcolate nel 2009. E’ quanto emerge dal rapporto sull’economia redatto da Ires e Cgil Toscana, la cui analisi prende in esame tutte le dichiarazioni dei redditi presentate quest’anno tramite il modello 730 presso gli sportelli Caaf Cgil. La prima cosa che balza agli occhi guardando i dati riguarda i lavoratori del settore pubblico e le pensioni, per i quali la variazione è stata di segno positivo. L’unica eccezione in tutta la Toscana è rappresentata dai dipendenti pubblici della provincia di Livorno, per i quali, in controtendenza, la variazione di reddito porta il segno meno. A livello generale si nota che i valori medi di reddito lordo sono più contenuti per i pensionati che hanno percepito entrate per un totale di 18.054: nel 2010 rispetto all’anno precedente la variazione è stata di 343 euro; seguono i redditi del settore privato: qui il valore medio è di 22.605 euro con una variazione negativa rispetto all’anno precedente di 211 euro; infine ci sono le retribuzioni dei lavoratori del pubblico impiego, che in media si attestano sui 26.438 euro annui con una variazione positiva 360 euro. Sul crollo delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti del settore privato rispetto alle pensioni e al pubblico impiego interviene il responsabile del centro di assistenza della Camera del lavoro di Prato, Saverio Viola: «La precarietà del lavoro unita all’aumento vertiginoso della cassa integrazione hanno pesato negativamente sul reddito dei lavoratori dipendenti rispetto agli altri», spiega. «Nel pubblico impiego non c’è l’incidenza della cassa integrazione, che comporta un’integrazione salariale pari all’80% - aggiunge – ciò ha fatto sì che gli stipendi riscossi nel privato fossero inferiori a quelli regolarmente percepiti. L’abbassamento dei livelli di reddito e delle soglie per ricevere uno sconto sulle imposte pagate per le ore di lavoro straordinario ha inoltre penalizzato una fascia di lavoratori dipendenti che hanno perso il diritto di usufruire di questa riduzione». Difficilmente, infatti, chi lavora su turni percepisce stipendi inferiori ai 30mila euro annui per avvalersi della defiscalizzazione, con conseguente aumento delle imposte sulla dichiarazione dei redditi. «Quanto alle pensioni e alle retribuzioni da lavoro dipendente – aggiunge – l’adeguamento delle retribuzioni dovuto all’inflazione ha fatto salire i redditi».
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