Il Tirreno

Prato

Un’assistenza preziosa per i malati oncologici

di Maria Lardara
Un’assistenza preziosa per i malati oncologici

Grazie ai particolari accessi venosi praticati da un anestesista dell’Asl 4 le sofferenze dei pazienti, curati a domicilio, risultano alleviate

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di Maria Lardara

PRATO

Gli telefonano da tutta la Toscana. Lo hanno chiamato persino da Alghero dove il mese scorso è stato invitato da una onlus a portare la sua testimonianza. Testimonianza di un’eccellenza che non ha uguali fuori dai confini regionali: a Prato dal 2003 il malato oncologico che necessita di accessi venosi per le proprie terapie può riceverli sul letto di casa. Da dieci anni a questa parte, tra i medici dell’ospedale in grado di impiantare a domicilio un catetere venoso centrale a medio e lungo termine, c’è sempre e solo lui. Cosa vuol dire? Intanto lui si chiama Vito Silvestri, anestesista del “Misericordia e Dolce” e responsabile delle attività di cateterismo venoso centrale, il primo a promuovere questo servizio a domicilio in Toscana. Una soluzione per alleviare le sofferenze del malato oncologico e migliorare la qualità della vita. E’ il motivo per cui la famiglia di Franco Zuffanelli, paziente anziano dal quadro clinico pessimo, ha deciso di ringraziare pubblicamente con una lettera inviata al Tirreno questo medico e l’Asl 4. Medico che in nove anni ha esaurito da solo 2.100 richieste di assistenza domiciliare di questo tipo (su Prato e provincia), con una media di 250 chiamate all’anno per praticare terapie endovenose impegnative: chemioterapia, nutrizione artificiale e idratazione. Un’eccellenza pratese che altrove provano a emulare. Per questo un mese fa Silvestri è volato ad Alghero per raccontare la sua esperienza. «La nostra è una realtà innovativa. Oltre al lavoro di medico nel reparto anestesia, la restante parte della giornata la dedico all’attività domiciliare che non è altro che la mia attività in ospedale esportata sul territorio. Il beneficio del catetere venoso a lungo termine, anche fino a diversi mesi, evita il trauma delle punture ricorrenti e, se praticato sul letto di casa del paziente, contribuisce a migliorare la qualità di vita. E in vista del nuovo ospedale che stanno costruendo a Galciana e vedrà una diminuzione dei posti letto - fa notare Silvestri -, una buona organizzazione degli accessi vascolari a domicilio diventerà ancora più importante». Il servizio, erogato gratuitamente in convenzione con il sistema sanitario, ha fra le sue caratteristiche principali la celerità. Se non ci fosse questo professionista, il malato che ha bisogno di farsi impiantare o cambiare un catetere dovrebbe farsi accompagnare in ospedale e stare soggetto a una minima lista d’attesa del reparto. «Questo si traduce in un risparmio per l’azienda sanitaria, fermo restando che si tratta di manovre ad alto livello specialistico sul letto del paziente. In tutti questi anni non si sono mai registrate complicanze. Un ruolo importante inoltre viene svolto dagli infermieri dell’assistenza domiciliare». E se la sfida del nuovo ospedale si avvicina, insieme al dottor Silvestri l’Asl 4 punta a strutturare ancora più il servizio domiciliare di cateterismo venoso. «L’idea è di articolare un team multidisciplinare che comprenda anestesisti, oncologi, pediatri e nefrologi, oltre naturalmente agli infermieri che saranno opportunamente formati. Per il momento in ospedale siamo specializzati in due sui cateteri a lunga permanenza: a domicilio opero da solo».

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