Italia
Spese intermedie, il Comune è virtuoso
Spendig review, nuovi tagli per gli enti che investono troppo sul funzionamento della macchina. La classifica del Sole
PRATO. Spese dei Comuni, un altro colpo di scure governativa in vista per gli enti non virtuosi. Nella roulette dei tagli per il 2013 sono in ballo altre due miliardi e mezzo di contributi statali da risparmiare con un criterio chiaro: chi avrà speso di più riceverà meno.
E Prato, nell’indagine pubblicata ieri dal Sole 24 ore, dovrebbe attestarsi tra i Comuni meno colpiti dai risparmi imposti dalla spending review.
I dati sulle cosiddette “spese intermedie”, quelle cioè che consentono il normale funzionamento delle ente (si va dalle spese di cancelleria, alle utenze, dagli affitti, al trasporto, ai rifiuti, fino agli incarichi professionali) sono stati raccolti dal Siope, il sistema informatico del ministero dell’Economia che controlla gli andamento di cassa dei Comuni e che il decreto sulla revisione delle spese pubbliche utilizzerà per stendere la classifica dei Comuni meno spendaccioni.
«E’ necessario - spiega l’assessore al Bilancio Adriano Ballerini - fare un approfondimento sui dati soprattutto per capire cosa accadrà tra qualche mese. Mi convince, comunque, la posizione in bassa classifica del Comune di Prato». In effetti le “spese intermedie” risultano, nel complesso, contenute.
A partire dalle spese per cancelleria, materiale informatico e di consumo, nel quale Prato compare in settantatreesima posizione (su 106 Comuni) con una spese annua per 100 abitanti di 672 euro. Prima in classifica Chieti con 14mila 971 euro, ultima Reggio Calabra con 59. Tra i capoluoghi di provincia toscani Prato è battuta solo da Pisa con 593 euro e Lucca con 506. Prima Grosseto con spese per 5.698 euro (quarto posto della classifica generale). Le spese per comunicazione e rappresentanza vedono Prato al 67° posto con 385 euro (sempre annui e per 100 abitanti). Spese più contenute nei Comuni di Firenze (338 euro) Pisa, Lucca, Pistoia e Arezzo che strappa un ottimo 95 euro. Prima in classifica Siena con 4.819 euro.
Un risultato non positivo Prato lo consegue sul fronte della spese per equipaggiamento e vestiario, nel quale si attestato al 36° posto con 109 euro, a pari merito con Padova, Vercelli e Crotone. Prima in classifica Aosta con 633 euro. Altro risultato c he pone Prato nella parte alta della classifica è quello relativo alle spese per il trasporto pubblico locale con una trentesima posizione e 5.325 euro di investimento: «Si tratta però - commenta Ballerini - di una spesa che solo in parte ricade sul Comune». Nelle spese per il trasporto Prato è terza tra i capoluoghi toscani: prima compaiono Livorno con 8.675 euro e Pisa con 8.416. Sul fronte servizio rifiuti, c’è un piccola giallo: Prato è al 93° posto con una spesa di 4 euro annui ogni cento abitanti. «Un dato decisamente basso - spiega l’assessore - che mi ha lasciato pieno di meraviglia e che non riesco a spiegarmi». Negli incarichi professionaliPrato raggiunge il minimo: 105esima posizione con una spesa pari a 5 euro. Anche nella manutenzione ordinaria di immobili e auto la collocazione è rassicurante: 95esima posizione con 547 euro. Prato risulta ultima anche tra i capoluoghi toscani. Prima in classifica Lucca con 10.640 euro.
Per i servizi e spese di pulizia Prato mantiene il trend e si attesta al 101° posto con 111 euro. E’ Pisa invece in testa classifica (terzo posto) con 4.316 euro. Buona performance anche per le spese per le utenze (95° posto con 2.242 euro, prima Asti con oltre 12mila euro) e per affitti e noleggio con 853 euro e un buon 69° posto.
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