Sicurezza
Bocciati la Ztl e gli orari dei negozi
Cento giovani residenti in centro hanno dato un voto al “salotto” della città: ecco cosa va e cosa non va
PRATO. Fame di spazi verdi e di polmoni d’ossigeno dentro le mura, di aree pedonali dove potersi muovere senza l’assillo di motori alle calcagna. Fame di negozi che facciano orario continuato o di piccoli supermercati dove poter fare la spesa nel cuore della città antica. E’ questa la foto scattata da campione di 100 giovani residenti in centro storico. E’ la fotografia scattata dal circolo Tintori del Pd su una fascia di età di residenti compresa tra i 25 e 40 anni. E il primo dato che forse più colpisce, alla luce anche della recente inchiesta del Tirreno sugli accessi impropri in Apu e Ztl, è che il 62% dei giovani interpellati ai quali è stato dato il questionario, è insoddisfatto dell’attuale gestione dell’area pedonale (il 32% ha dato voto 1 e il 30% ha dato una valutazione 2, ovvero i punteggi più bassi in una scala di preferenze da 1 a 5). Nessuna pretesa di scientificità per questa “inchiesta” che, a detta del segretario di circolo Gabriele Bosi (è anche capogruppo Pd in Circoscrizione Centro), non ha certamente valore statistico ma vorrebbe essere «uno strumento per interpretare al meglio le esigenze della cittadinanza e fornire preziose sollecitazioni rispetto alla proposta che sta elaborando la giunta di centrodestra per questo pezzo di città, con la sua idea di “salotto buono” concentrato solo su una porzione minima di centro storico». Rispetto ai “magnifici” 100 giovani che hanno messo radici dentro le mura, il 51% ha dichiarato di aver compiuto questa scelta perché «rispecchia uno stile di vita»: l’11% ci vive fin dalla nascita, il 7% abita in centro per motivi di studio, il 19% per lavoro e il 16% ha indicato “altro” (anche “per amore”, fra le motivazioni più curiose).
Monumenti, ok. Che i monumenti stiano a cuore di questo campione di giovani residenti pratesi, risulta dal fatto che il valore assegnato è molto alto: 4 e 5, pari al 59%. Alta la domanda, alta l’offerta. Il 66% degli intervistati promuove lo stato di conservazione degli edifici storici (voto 3 e 4). La presenza della biblioteca Lazzerini, Metastasio e Politeama, insieme a tre storiche sale cinematografiche, fa volare in alto il grado di soddisfazione per l’offerta culturale: il 54% assegna un voto da 3 (sopra la sufficienza) e 5 (il massimo). Non c’è da stupirsi per questa sensibilità culturale: il campione intervistato vede un buon 60% di laureati residenti.
Verde, non ci siamo. A bocciare l’attuale offerta di parchi e giardini è il 74% degli intervistati (il 38% dà voto 1 e il 3% addirittura 0). Una priorità soprattutto per le famiglie con figli: l’aspettativa rispetto al verde urbano si colloca intorno al 57%. «Il giudizio sul verde è fra i più negativi - sottolinea Bosi -: si lamenta la carenza di spazi, così come la cattiva manutenzione e il degrado di quelli esistenti. Occorre rispondere a questa alta richiesta di verde pubblico attraverso la cura delle realtà esistenti e investendo su un’area a verde attrezzato negli spazi del vecchio ospedale come ampliamento del giardino di Sant’Orsola».
Negozi: si può di più. Poca offerta per tipologie merceologiche, orari di apertura che non combaciano con le esigenze di vita, pochissimi gli orari continuati. E poi, il triste panorama dei tanti fondi sfitti. Quanto basta insomma per fare in modo che il 57% degli intervistati giudichi l’offerta commerciale insufficiente (voto da 0 a 2).
Meno ztl, zero benefici. Nel questionario si poneva agli intervistati un quesito molto attuale: ovvero, se la scelta operata da questa amministrazione di ridurre Ztl e Apu avesse portato dei benefici. Secca la risposta negativa per il 91% degli intervistati. E, tra le motivazioni: degrado aumentato, caos, pericolo per i bambini, sosta selvaggia e mancanza di regole. Altro capitolo, quello delle telecamere: il 67% si è dichiarato favorevole all’installazione dei varchi elettronici agli accessi della Ztl.
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