Il dolore
«Stampano i lati e la stoffa diventa prodotta in Europa»
C'è una vicenda riguardante le regole di attribuzione dell'origine dei prodotti tessili che sembra tratta da una commedia all'italiana ma è invece una prassi tedesca
PRATO. C'è una vicenda riguardante le regole di attribuzione dell'origine dei prodotti tessili che sembra tratta da una commedia all'italiana ma è invece una prassi tedesca.
La questione riguarda precisamente l'origine preferenziale, cioè il riconoscimento della provenienza europea (o di paesi che con la Ue hanno accordi particolari) dei prodotti, condizione questa che comporta vantaggi consistenti sulle tariffe doganali. Nel caso di un tessuto, questo può avere origine preferenziale europea o perché è stato completamente realizzato nella Ue o perché nel territorio Ue ha subito delle lavorazioni rilevanti, fra cui la stampa accompagnata da almeno due operazioni preparatorie o di finissaggio. In altre parole: un tessuto proveniente da un paese extraeuropeo acquisisce l'origine preferenziale europea (e i relativi vantaggi daziari) se viene stampato nella Ue (con due operazioni a corollario).
Ma che fare se si vuole godere dei vantaggi dell'origine preferenziale per un tessuto che serve così com'è e non deve subire alcuna stampa? In Germania hanno trovato un sistema ingegnoso, adottato qualche volta anche in Spagna: stampano ugualmente, ma non il tessuto nella sua interezza bensì solo le cimosse, cioè i margini, vale a dire strisce laterali di un paio di centimetri. Strisce che, si badi bene, per queste loro caratteristiche di diversità non vengono utilizzate in confezione ma tagliate via. «Che si tratti di un espediente risulta chiaro a chiunque - commenta il presidente dell'Unione industriale pratese Andrea Cavicchi -. Tuttavia quando Smi si è mossa, già mesi fa, per far presente a livello europeo questa palese anomalia, il vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, che pure personalmente concorda con le nostre posizioni, ha dato una risposta sconfortante. Ha fatto presente infatti che i regolamenti europei in vigore non consentono di definire l'operazione di stampa sulle cimosse come minima e quindi insufficiente ai fini dell'acquisizione dell'origine preferenziale. I tedeschi insomma fanno concorrenza sleale, alla quale non si può nemmeno rispondere imitandoli: la stampa su cimossa come elemento utile ai fini dell'origine preferenziale non vale per le dogane italiane». Intanto martedì è fissato un incontro con i presidenti di Smi Michele Tronconi e di Euratex Alberto Paccanelli vuole tenere viva l'attenzione su questa autentica beffa.
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