Il Tirreno

Prato

“Bisenzia” ha azzerato le barriere

di Maria Lardara
“Bisenzia” ha azzerato le barriere

Il nuovo ristorante di piazza delle Carceri è a misura di disabile: offre perfino il servizio di trasporto

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La trovata, in fondo, non ha niente di geniale. Solo che a pensarla sono stati i primi a Prato, magari anche fuori dai nostri confini. Un modo per prendere per la gola anche le persone disabili, per invogliarle a trascorrere una piacevole serata a tavola. Sbagliereste però a pensare che questo sia l’ultimo ristorante privo di barriere architettoniche.

Per stuzzicare anche il palato dei diversamente abili, “Bisenzia. L’antico nome di Prato” s’è ingegnata in un servizio: il trasporto dei disabili, un accompagnamento gratuito su prenotazione per andare a prendere a casa l’ospite e riportarlo a casa. Questo occhio di riguardo per i clienti portatori di un handicap non è casuale.

Dietro si nasconde una storia d’amicizia e d’affetto, rafforzata dal rispetto di una diversità che non deve assolutamente essere penalizzante.

Ecco la storia. Nato dalle ceneri del locale “Il Convito”, il nuovo ristorante inaugurato in piazza delle Carceri è il frutto di una scommessa di un gruppo di imprenditori toscani fra Firenze e Arezzo, tra cui Massimiliano Viti, Emanuele Brondi (uno dei soci del Viper Theatre alle Piagge) e Nicola Vannuzzi (imprenditore del ramo alberghiero). E poi c’è lui, Alessandro Galli, il mago dell’informatica (è sistemista), 31 anni sempre trascorsi su una sedia a rotelle. Instancabile a bordo della sua Porsche, Alex era ignaro del “regalo” che stavano preparando gli amici alle persone che si trovano nella sua stessa condizione.

«Non poteva non accoglierlo a braccia aperte - sottolinea Massimiliano Viti -. Perché negare a una persona una possibilità solo perché non ha accompagnatori? Un disagio, quello delle persone disabili, che spesso non è legato solo alla mobilità, ma anche alla solitudine». Basta compilare il form sul sito (www.bisenzia.com) per prenotare il servizio con un giorno di anticipo: il personale del ristorante provvederà ad andare a prelevare a casa il cliente e a riaccompagnarlo alla fine della serata. Ma cosa ci fa questo drappello di imprenditori a Prato dove hanno investito in un ristorante all’ombra del Castello? Un’idea già è possibile farsela appena si varca la soglia del ristorante sfogliando i libri negli scaffali che accolgono il visitatore: un vero angolo di libreria, tra un aperitivo e l'altro da sorseggiare. Sì perché i titolari di “Bisenzia” nel 2011 hanno fondato una società editoriale in via del Ceppo Vecchio, la “Libe Project” cui è legato il progetto “Terra Quadra” che ha pubblicato ben 13 libri nel primo anno d’attività. Primo fra tutti, “Notre Dame de Paris visto da vicino” (reportage sullo spettacolo di Cocciante), stampato in 2mila copie e distribuito in una rete di librerie in tutta Italia senza distributori. «Ci interessava trovare uno luogo di aggregazione collegato all'attività editoriale: ecco perché il ristorante - spiega Viti -. E lo abbiamo trovato in una piazza suggestiva».

Già a suo tempo, la scelta di radicarsi in città con la società editoriale fu dettata da motivi logistici. «Bisenzia vuole essere l'omaggio all'antica città in epoca preromana. Già l'insegna in vetrina, ideata dalla nostra grafica Susi, attira molte persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa