Proteste
Sophia, l’arma della formazione
Presentati gli obiettivi della società creata da Cna e Confartigianato dell’area metropolitana
PRATO. La formazione professionale si evolve, diventa una vera e propria arma metropolitana contro la crisi e guarda a nuove strategie sempre più costruite sull'emergenza occupazionale e sociale.
A presentare gli obiettivi di Sophia per l'area vasta - accanto al presidente di Sophia, Andrea Nannini ed al direttore Cinzia Grassi - le autorità delle Province di Prato, Pistoia e Firenze: l'assessore Ambra Giorgi e i Presidenti Federica Fratoni e Andrea Barducci - insieme a Valter Tamburini (presidente di Cna Toscana), Aldo Piantini (presidente di Cna Pistoia), Anselmo Potenza (presidente di Cna Prato), Mauro Fancelli (presidente di Cna Firenze) e Luca Giusti (presidente di Confartigianato Prato)
Il palmares di Sophia, dopo 10 anni di attività contrassegnate da una crescita pressochè costante, parla di una lunga esperienza maturata nel settore della formazione, con oltre 20.000 le imprese rappresentate dai propri soci, diverse migliaia i soggetti coinvolti nei corsi, gestione di progetti pubblici e collaborazioni con le principali agenzie formative, scuole e aziende toscane.
Oggi i dati di Sophia nell'area vasta metropolitana registrano un volume di finanziamenti gestiti di quasi 10 milioni di euro, oltre 25.000 gli allievi formati tra titolari e dipendenti di imprese nell'attività privata a catalogo e circa 5.000 gli allievi formati nelle attività finanziate da Fondo sociale Europeo, e Fondi Interprofessionali, 30.000 le ore di formazione erogate ogni anno e ogni anno lavorano intorno alle attività di Sophia oltre 300 persone.
Sophia ha incaricato l'istituto Freni ricerche sociali e di marketing di Firenze di condurre un'indagine presso le imprese delle province di Prato, Pistoia e Firenze, sull’attività di formazione sia dei dipendenti che dei titolari/soci al fine di valutare esperienze, esigenze e soddisfazione.
Sono state intervistate 607 aziende, delle quali, per quello che riguarda i dipendenti, l'80% è stato coinvolto in attività di formazione negli ultimi 3 anni e circa il 70% per quello che riguarda i titolari/soci. In media sono stati coinvolti nell’attività di formazione 2 dipendenti per azienda.
La principale richiesta degli imprenditori è per un'impostazione pratica e non teorica, tagliata sulle esigenze dell'azienda e possibilmente condotta all'interno dell'azienda stessa, oltre che al di fuori dell'orario di lavoro.Nel contesto di una fase di recessione come l'attuale, oltre che di crisi dei settori tradizionali come quella che affligge ad esempio il distretto tessile di Prato, emerge da una parte l'esigenza della formazione a nuove professioni (nuovi settori, nuovi mercati, nuove tecnologie, nuovi mestieri ) e dall'altra quella della trasmissione di competenze alle nuove generazioni (esigenze di formazione per l'utilizzo macchinari, per l'intaglio legno, per addetti alla saldatura, alla verniciatura, per il comportamento in negozio, nel settore della panificazione e pasticceria, servizi alle persone, parrucchieri ed estetiste, professioni legate all'artigianato artistico ed al restauro, ai giardinieri e tree climbing).
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